
di GIANCARLO SPADANUDA
Nel mezzo di questa grande entropia - misura del disordine- che il mondo sta vivendo (ne ho parlato recentemente in https://www.lanuovacalabria.it/spadanuda-catanzaro-e-una-citta-entropica-cosi-affermano-carnot-e-clausius ) in cui i valori non vengono più rispettati anzi vengono disprezzati, come i trattati internazionali,per rinfrancare lo spirito e riequilibrarlo ( perchè squilibrato per quanto dianzi detto), ho sentito la necessità di rileggere il libro “CUORE” di De Amicis (quanti lo hanno letto? ). E’ il diario di un ragazzo di terza elementare che in esso annota le vicende della sua classe durante un intero anno scolastico.
Sfatiamo il mito che esso è un libro dedicato solo ai bambini di 7-8 anni (come annuncia certa pubblicità editoriale), perchè esso va letto soprattutto dagli adulti. Gli studiosi di Scienze dell’Educazione,Boero (Univ. Genova) e Genovesi (Univ. Ferrara) sostengono che il romanzo è”lacrimevole,teatro,e addirittura truculento e sadico” in quanto “ si approfitta del sentimento e dell’emotività per far passare il messaggio che l’autore desidera e che il giovane lettore non riuscirà a comprendere e,quindi,a ridimensionare l’esagerazione emotiva”. Cioè è troppo complesso per essere pienamente compreso dai ragazzi,i quali,purtuttavia,sono attratti dalle vicende dei “racconti mensili” descritti nel libro.
Il messaggio dell’autore è l’utopia , ovvero scommettere su una società migliore per integrare la classe popolare con quella borghese espressa dai genitori degli alunni; processo educativo da attuarsi nella nostra giovane nazione (il libro è del 1886) .
La disperazione più drammatica deriva oggi dalla constatazione che viviamo in un mondo distopico (cioè orwelliano),che viene definito dalla Treccani come “un mondo nel quale si presentano situazioni,sviluppi,assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi “ (quindi utopia negativa).
Ho riletto il libro badando alla forma più superficiale, e, come dire, apparente,senza visioni politiche,proprio per sognare come quando da bambino avevo pianto lacrime e lacrime nell’appassionarmi alle vicende di Garrone (compagno buono e protettore dei deboli) e della maestrina dalla penna rossa (la maestra gentile). Chi invece, allora ai tempi della mia lettura, non mi è mai piaciuto è Franti-ribelle e cattivo,oggi ancor più perché mi ricorda (con le dovute proporzioni,ovviamente) il genocida- criminale e il matto suo degno compare di merenda (è proprio veri,Dio li fa e Dio li accoppia).
Commovente è la vicenda della presentazione alla classe del nuovo alunno calabrese,da parte del Maestro Perboni (omen nomen),figura paterna che dedica la sua vita agli alunni:”vogliate bene al vostro fratello venuto di lontano...in una delle più belle terre della nostra patria...dotate di un popolo pieno d’ingegno e coraggio”.
Dopo la lettura completa del libro si fa pace col proprio animo,con le proprie idee strane,e coi sentimenti un po' traballanti, perchè completamente disorientati e disordinati a causa degli eventi violenti attuali,perchè alla fine i temi ivi descritti sono l’educazione,il rispetto per le classi sociali,la solidarietà,il sacrificio personale,l’amore per tutto. “La ribellione è la nobiltà dello schiavo” (NIETZSCHE).
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