
di GIANCARLO SPADANUDA
Al termine della non-bella partita di Argentina-Inghilterra (quantomeno non bella come quella di Francia-Spagna), m’è venuta la pazza voglia di andare a vedere la finale, domenica, tra Argentina e Spagna, oltretutto incoraggiato dal gran desiderio di andare a trovare mio figlio Alberto,che lavora a New York.
Il sito “gotickets.com” fornisce i seguenti dati:si gioca alle 15 di domenica al Metlife Stadium di East Rutherford-NJ,i prezzi sono (giuro che sono veri,basta controllare): ultimo posto in alto,lontanissimo dal campo di gioco ,il più basso di tutti dollari 8.443 (ottomila…) Upper 322,fila 12; il primo posto-lower 135 (vicinissimo al campo di gioco dollari 91.860 (novantunomila…), pari al costo medio di un appartamento in Catanzaro. Non credevo ai miei occhi, ed ho rivisitato più volte il sito. M’è venuta una tristezza indicibile, non tanto perché non sarei andato a NY, ma perché mi sono sembrati costi così elevati imposti dalla nostra società , diventata utpica, disconnessa, violenta, stupida, profondamente stupida.
La considerazioni che faccio sono le seguenti: c’è una mercantilizzazione dello sport:il calcio è vissuto non più come sport,come mondo di aggregazione,ma come un prodotto da vendere (come le caramelle). I club sono aziende che macinano milioni,e i calciatori sono “merce umana” dal valore elevato. Vige dunque una sola logica, quella del profitto:costi elevati dei diritti televisivi, degli ingaggi, dei cartellini, il tutto nelle mani di pochi speculatori mondiali (fondi di investimento,grandi club).
Il tifoso appassionato e sincero viene ridotto a spettatore e consumatore passivo: macchina tritura soldi di un business vergognoso. I prezzi su citati escludono le classi popolari (io,ingegnere, con quei prezzi sono classe popolare), a favore di un pubblico elitario di miliardari (qualcuno magari grande ladro ed evasore fiscale).
Dunque, anche questo campionato del mondo è uno spettacolo mercificato,”dove le logiche di marketing e di sponsorizzazione prevalgono sullo spirito sportivo originario”.
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