Spadanuda ricorda U Ciaciu a 5 anni dalla morte: “Tutte le persone incolte sono ipocrite”

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U Ciaciu nel suo laboratorio

  01 giugno 2026 07:33

di GIANCARLO SPADANUDA

Domani 2 giugno   ricorre la data di nascita  del CIACIU.Un breve ricordo dell'artista a me caro,pubblicato dopo la sua scomparsa. 

Ci voleva la morte del “CIACIU” (Saverio Rotundo, artista estemporaneo) per inondare la nostra città di Catanzaro di ipocrisia. Centinaia di post di condoglianze sono stati scritti sui cosiddetti “social” (social di cosa?); c’è chi è ben disposto a stracciarsi le vesti (come in un sacrificio pagano); chi ha ricordato il processo in Tribunale (dal quale uscì assolto: eravamo presenti pure noi, quella mattina). Decine e decine di persone comuni, associazioni laiche e religiose, ed altre hanno la smania di esprimere la propria opinione positiva sull’artista: esibizione? voglia di apparire comunque? (questa è l’era di apparire più che di essere).

Fatto sta che in vita, lo si vedeva-il Ciaciu- generalmente SEMPRE SOLO, seduto sulla sua sediolina in Piazza S. Giovanni a pensare cose artistiche: mai un qualcuno-se non raramente- che gli tenesse compagnia; come pure SEMPRE SOLO lo si vedeva girare per le vie della città trascinando oggetti-anche pesanti-utili alla lavorazione del ferro.

Quando fu nominato professore all’Accademia di Belle Arti della città, bene, apriti cielo!!! Ma come dicevano alcuni suoi “colleghi”: “non ha la laurea né altro titolo di studio ed insegna?”; il che è possibile purché il docente sia particolarmente esperto nella disciplina (ed il CIACIU lo era).

Altri suoi colleghi non avevano piacere di essere accomunati al professore CIACIU, evidentemente erano affetti dalla “sindrome del Palio” che è il vizio che blocca l’Italia, e la cui regola principale è quella di impedire all’avversario di vincere, prima ancora di impegnarsi a vincere in prima persona; vale solo il rancore e la denigrazione.

Era questo il clima in quegli anni ‘90 contro il professore CIACIU; ma il mitico professore TONY FERRO, direttore dell’Accademia di Belle Arti gli voleva bene. Solo ora, ipocritamente, vogliono riempire vie e piazze e giardini delle sue opere: perché non lo hanno fatto quando era in vita? Dove erano tutti gli altri? Qualcuno ha detto: “tutte le persone incolte sono ipocrite”.


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