Spiagge inaccessibili, la "Luca Coscioni" pronta a portare otto Comuni in tribunale

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  06 agosto 2026 13:50

Nei 15 giorni previsti dalla diffida formale inviata dallo scorso 9 luglio a nove Comuni della Costa degli Dei, solo il Comune di Pizzo Calabro ha fornito riscontro, sostenendo di aver adottato il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) e di aver già effettuato diversi interventi di adeguamento su alcuni tratti di spiaggia. Tutti gli altri enti coinvolti (Vibo Valentia, Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Ricadi, Tropea e Zambrone) non hanno inviato alcuna risposta.

A fronte dell'assenza di comunicazioni da parte degli altri Comuni, l'Associazione Luca Coscioni è pronta a proseguire la battaglia nelle sedi competenti per far cessare la condotta discriminatoria e garantire a tutti i cittadini, senza distinzioni, il diritto di partecipare pienamente alla vita sociale e ricreativa del territorio.

“Il comune di Pizzo ha dimostrato la volontà di rendere accessibili le spiagge pubbliche, per questo motivo riteniamo che ci siano i presupposti per avviare una collaborazione con l’amministrazione al fine di individuare ulteriori interventi necessari per la completa eliminazione delle barriere architettoniche. Per quanto riguarda gli altri 8 comuni, invece, stante il silenzio serbato, la battaglia proseguirà nelle sedi legali. Un ringraziamento particolare va ai genitori che con caparbietà hanno intrapreso questa iniziativa”, ha dichiarato l’avvocata Maria Teresa Prestanicola dell’Associazione Luca Coscioni. 

L'iniziativa legale è nata dalla denuncia di un gruppo di genitori di bambini e bambine con disabilità della provincia di Vibo Valentia, seguiti dagli avvocati Maria Teresa Prestanicola e Alessandro Gerardi dell'Associazione Luca Coscioni. L'atto era stato trasmesso per conoscenza anche al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e all'Assessore al Welfare, Pasqualina Straface.

Secondo quanto rilevato nella diffida, le spiagge comunali del territorio presentano gravi barriere architettoniche: mancano rampe e passerelle idonee per l'accesso alla battigia, un numero congruo di sedie JOB, servizi igienici adeguati, segnaletica opportuna e informazioni trasparenti sui servizi disponibili.

Tali carenze impediscono alle persone con disabilità motoria e ai loro familiari di accedere al mare in condizioni di sicurezza e autonomia. Nella diffida si evidenzia come tale condotta violi gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata con legge n. 18/2009) e il D.P.R. n. 503/1996, richiamando inoltre la sentenza della Corte d'Appello di Roma (n. 4279/2023) che ha qualificato la mancata eliminazione delle barriere sul litorale come discriminazione indiretta.