"Sport per tutti-Carceri", prosegue al Centro di Giustizia Minorile di Catanzaro il progetto di scacchi della Pushwooders Chess Academy

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images "Sport per tutti-Carceri", prosegue al Centro di Giustizia Minorile di Catanzaro il progetto di scacchi della Pushwooders Chess Academy

Il progetto, rivolto ai minorenni presi in carica dalle comunità e dai servizi sociali, prende le mosse da "Sport per tutti-Carceri”, il modello d'intervento sportivo e sociale portato avanti dal Ministero per lo Sport e i Giovani, realizzato dal Dipartimento per lo Sport  in collaborazione con Sport e Salute.

  12 aprile 2024 13:56

Al Centro per la Giustizia Minorile di Catanzaro, il progetto “Scacchi per tutti”, rivolto a minorenni presi in carica dalle comunità e dai servizi sociali, prosegue, dopo avere raccolto l’entusiasmo dei suoi primi partecipanti.

Il progetto, che ha preso le mosse da "Sport per tutti-Carceri”, modello d'intervento sportivo e sociale portato avanti dal Ministero per lo Sport e i Giovani, realizzato dal Dipartimento per lo Sport in collaborazione con Sport e Salute, struttura operativa del governo per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita, è curato dall'a.s.d. Pushwooders’ Chess Academy” di Catanzaro, per il tramite del suo presidente Maurizio Leone. Ha una durata di 18 mesi, e, nella sua prima fase, ha coinvolto sedici giovani presi in carica dalla Comunità ministeriale. Adesso, è entrato nella seconda fase, coinvolgendo i ragazzi presi in carico dai Servizi sociali minorili. Questi vengono impegnati, insieme agli altri giovani discenti della Pushwooders’ Chess Academy, in allenamenti di base scacchistici, che di certo gioveranno ai partecipanti migliorandone la capacità di ragionamento, di concentrazione e di controllo di sé. 

Banner

D'altronde, la dirigente del Centro per la Giustizia Minorile, Valeria Cavalletti, ha ritenuto molto interessante il percorso progettuale e ha avuto modo di notare che la peculiarità del gioco degli scacchi sia proprio quella di insegnare l’autocontrollo, la riflessione prima dell’agire, potendo così aiutare i ragazzi a sviluppare una maggiore razionalità del comportamento.

Banner

“Da un interessante incontro con il referente del progetto, Maurizio Leone, che ringrazio immensamente per la sua disponibilità a seguire un progetto così cruciale per lo sviluppo delle capacità cognitive dell’utenza penale, - ha affermato la dirigente - è emerso che il gioco degli scacchi è in grado di accrescere una ponderazione dell’azione dell’avversario e le sue possibili conseguenze. Inoltre, il progetto rileva anche dal punto di vista educativo, poiché rappresenta un valido apporto all’attività che i servizi già svolgono e sul lavoro che effettua sul ragazzo. Come è noto – ha aggiunto - l’età adolescenziale è caratterizzata dall’impulsività dell’azione e mediante il gioco degli scacchi si aiuta il ragazzo a riflettere prima di agire e a pensare a quali potrebbero essere le conseguenze. I benefici scaturenti dal gioco degli scacchi si riflettono soprattutto sul ragionamento logico – deduttivo, una skill che viene sempre più richiesta anche nel mondo del lavoro”. 

Banner

Dunque, il progetto rivela molti benefici per i minorenni interessati, tramutandosi in una sorta di “terapia”, un veicolo per migliorare l’individuo, le sue scelte, le sue prospettive, il rapporto con  gli altri e il proprio comportamento nella società in genere. E difatti, “Il metodo di insegnamento di Leone - ha sottolineato la dirigente Cavalletti- è anche centrato molto sulla socializzazione e integrazione del ragazzo, e ben si lega con la mission del Centro di Giustizia, oltre che di tutti i servizi minorili che ruotano attorno all’utenza penale”. 

Il progetto, come ha avuto modo di spiegare il curatore Maurizio Leone, attraverso l'insegnamento del gioco degli scacchi, mira a stimolare nei detenuti capacità di riflessione e strategie applicabili anche al di fuori degli scacchi, nella vita di tutti i giorni.

“Con la pratica della disciplina degli scacchi – ha affermato Leone -  il giocatore impara a concentrarsi, a riflettere e a ponderare le proprie scelte a seconda delle circostanze di gioco. Allenamento dopo allenamento, affina una “forma mentis” che lo induce a effettuare “mosse” più consapevoli.  Gli scacchi sono una rappresentazione della vita, - ha proseguito – e, come nella vita, impari sempre, sia se vinci sia se cadi, e, come nella vita, devi essere sempre indifferente ai due tipi di esiti, e concentrarti solo su ciò che impari. Come nella vita, impari che non devi essere distratto dalla sua dualità apparente, e che esiste una sola meta. Come nella vita, l'immutabilità delle regole fa trasparire la moltitudine delle possibilità e delle scelte che ognuno di noi, singolarmente, può fare. E, come nella vita, si è liberi di scegliere il proprio destino all'interno della legge di causa-effetto. Infine, come nella vita, ci sono tante anime che giocano su più livelli dimensionali, al di là della scacchiera causa-effetto (tridimensionale)”.

Il progetto, destinato, nella terza fase, a coinvolgere anche i ragazzi dell’Istituto Penitenziario Minorile, rappresenta un ottimo traguardo per Maurizio Leone e la Pushwooders’ Chess Academy, che e’ impegnata nell’insegnamento degli scacchi da tantissimi anni. Un bagaglio di esperienza consolidata nel campo, anche grazie al supporto del C.S.E.N Comitato provinciale di Catanzaro, nella persona di Francesco De Nardo, che ha consentito all’Associazione di crescere, cullandola, proteggendola e indirizzandola in un percorso di promozione e diffusione della disciplina sportiva scacchistica. Disciplina che deve e può essere per tutti, pure per mezzo di progetti come questo realizzato al Centro per la Giustizia Minorile, per cui va il ringraziamento anche alla direttrice Antonietta Loprete per il prezioso supporto. 

 

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner