Stadio Ceravolo, il Dg Bignotti chiarisce la posizione del Catanzaro: "I ritardi ci stanno causando danni"

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images Stadio Ceravolo, il Dg Bignotti chiarisce la posizione del Catanzaro: "I ritardi ci stanno causando danni"


  30 ottobre 2026 11:32

di CARLO MIGNOLLI

Il 30 ottobre doveva essere una data importante nel cronoprogramma dei lavori dello stadio Nicola Ceravolo. Ed è proprio in questa giornata che il Catanzaro ha deciso di fare il punto sulla situazione dell’impianto, mettendo sul tavolo ritardi, difficoltà organizzative e conseguenze economiche che, con il passare delle settimane, stanno diventando sempre più pesanti.

A illustrare la posizione della società è il direttore generale Nicola Bignotti - alla presenza anche del sindaco Nicola Fiorita e dell'assessore Pasquale Squillace -, che sceglie un tono fermo, ma tiene a precisare la natura dell’incontro: nessuna volontà di alimentare polemiche, bensì la necessità di chiarire una situazione che coinvolge direttamente il club e i suoi tifosi: "Questa non vuole essere una conferenza di critiche, ma una conferenza di puntualizzazione. Crediamo che sia necessario fare chiarezza in maniera precisa, perché lo dobbiamo ai nostri tifosi e alla Lega Calcio, che ci chiede regolarmente aggiornamenti sulla situazione attuale dello stadio", afferma.

Il direttore generale chiarisce subito anche i confini del ruolo del Catanzaro nella vicenda: "Non siamo i proprietari dello stadio e non siamo una delle aziende che stanno facendo i lavori. Viviamo questa situazione con interesse, la monitoriamo e ci confrontiamo con l’amministrazione pubblica, ma è chiaro che non possiamo e non vogliamo intervenire direttamente su quello che sta succedendo, perché non ci compete", dichiara il direttore generale.

Il punto, però, è che il Catanzaro è la società che più direttamente subisce le conseguenze di quanto accade al Ceravolo. Ogni partita casalinga richiede un’organizzazione condizionata dal cantiere, con limitazioni che incidono sull’esperienza del pubblico e sulla gestione complessiva dell’evento sportivo.

I disagi per i tifosi e l'impatto economico per la società

Ingressi, servizi igienici, settori disponibili e punti di ristoro. Sono queste alcune delle difficoltà con cui la società deve fare i conti a ogni gara, cercando insieme all’amministrazione di garantire il regolare svolgimento delle partite: "Siamo la parte direttamente interessata all’evoluzione dei lavori, perché giochiamo regolarmente all’interno dello stadio. Il protrarsi degli interventi sta creando una serie di problematiche per noi e per i nostri tifosi. Facciamo i salti mortali insieme all’amministrazione per riuscire a disputare le partite al Ceravolo, ma dobbiamo affrontare tante difficoltà", spiega Bignotti.

I problemi, secondo il direttore generale, non si fermano all’organizzazione delle partite. Bignotti richiama anche le ripercussioni sportive di una stagione cominciata con le prime tre gare disputate in trasferta e proseguita con una capienza ridotta al Ceravolo. Il dirigente evita di trasformare le difficoltà legate allo stadio in una giustificazione per i risultati della squadra, ma sottolinea come le condizioni in cui il Catanzaro è stato costretto a operare possano aver avuto un peso: "Il Ceravolo è la nostra forza. Dover giocare le prime tre partite in trasferta e poi disputare le gare casalinghe con una capienza ridotta incide, perché il sostegno del nostro pubblico è fondamentale. Non vogliamo utilizzare questa situazione come un alibi sportivo: se ci troviamo in questa posizione di classifica, sicuramente le ragioni sono diverse. Credo, però, che anche queste difficoltà abbiano avuto un’incidenza sui risultati".

Il dato più significativo riguarda, tuttavia, l’aspetto economico: "Alla data del 25 ottobre, nella scorsa stagione avevamo registrato circa un milione di euro in più tra campagna abbonamenti e incassi delle partite. Parliamo di una cifra considerevole, soprattutto per quanto riguarda le ricadute sulla gestione economica e tecnica della società", sottolinea il direttore generale.

Bignotti ribadisce che l’obiettivo della conferenza non è individuare responsabilità, ma mettere in evidenza gli effetti concreti di una situazione che il club continua a vivere quotidianamente: "Non vogliamo fare critiche, né accusare qualcuno. Vogliamo semplicemente fare delle precisazioni, partendo dal programma che ci era stato presentato nella fase iniziale dei lavori e che ci ha permesso di iscriverci al campionato indicando il Ceravolo come nostro stadio", e aggiunge: "Il 30 ottobre era la data prevista per la consegna della Curva Ovest. I rallentamenti ci sono stati, così come ci sono stati negli altri settori interessati dalla ristrutturazione. Credo che la situazione sia abbastanza evidente, soprattutto per quanto riguarda la Curva, che è il settore più atteso da tutti".

Il cronoprogramma originario prevedeva inoltre la consegna della Tribuna centrale entro il 15 settembre e quella della Tribuna Est entro il 15 novembre. Date che, alla luce dei ritardi accumulati, alimentano le preoccupazioni della società e rendono ancora più urgente un aggiornamento sulle tempistiche effettive di completamento: "La Curva Ovest è il settore che più sta a cuore a tutti - dice Bignotti -, anche se naturalmente anche la Tribuna è importante. In questo momento, almeno, la copertura consente ai tifosi che occupano quel settore di assistere alle partite al riparo dalle intemperie. Per il resto, il dato di fatto è che i lavori stanno accumulando ritardi e questo ci sta causando danni importanti".

La Lega B osserva e cresce la preoccupazione per le TV

C’è poi un altro aspetto che preoccupa il Catanzaro: la qualità delle riprese televisive delle partite disputate al Ceravolo. La società, spiega Bignotti, è chiamata a mantenere un confronto costante con la Lega Calcio, particolarmente attenta alle condizioni organizzative delle gare. Le limitazioni dell’impianto e le difficoltà legate alla gestione degli spazi rischiano di avere conseguenze anche sull’immagine del campionato.

"Viviamo quotidianamente lo stadio e i lavori, cercando di seguire il processo da osservatori diretti. A ogni gara posso garantire che la Lega è molto attenta a tutte le dinamiche organizzative. La prossima settimana è previsto un sopralluogo, perché c’è preoccupazione per questa situazione", afferma il dirigente.

A rendere il quadro ancora più delicato sono le osservazioni che, secondo quanto riferito dal direttore generale, sarebbero arrivate anche da altre società avversarie. Il tema riguarda la qualità del prodotto televisivo, un elemento importante per la visibilità del campionato e per il pubblico che segue le partite da casa: "C’è una visibilità televisiva che deve essere garantita e anche altre squadre stanno sollevando delle perplessità. Il prodotto televisivo che viene offerto in questo momento, a nostro avviso, non è all’altezza degli standard della Serie B", conclude Bignotti.

 

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