Staffetta della Legalità, a Vibo la risposta delle istituzioni: per Gaglianese serve una comunità più presente

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  27 settembre 2026 17:15

di FRANCESCO IULIANO

Vibo Valentia – Istituzioni, amministratori, vittime e testimoni di episodi di criminalità organizzata si sono confrontati a Vibo Valentia nell’ambito della tappa della Staffetta della Legalità, l’iniziativa promossa dal direttivo de La Tazzina della Legalità in collaborazione con l’Amministrazione provinciale.

Un appuntamento caratterizzato dalla presenza, soprattutto, di chi ha scelto di denunciare.

“Sono sinceramente soddisfatto di come si è svolta questa tappa della Staffetta – ha commentato il presidente dell’Associazione, Sergio Gaglianese –. Abbiamo registrato una presenza istituzionale significativa, a partire da numerosi sindaci del territorio, dal presidente della Commissione regionale contro la ’ndrangheta Marco Polimeni, dalla consigliera regionale Elisabetta Barbuto, dall’assistente parlamentare della vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, Giuseppe Belcastro e dal presidente della Provincia di Vibo Valentia Corrado L’Andolina che ha accolto e ospitato l’iniziativa”.

Per Gaglianese, la partecipazione degli amministratori locali assume un significato particolare. “I sindaci - ha aggiunto - sono i rappresentanti più vicini alle comunità e quotidianamente chiamati ad affrontare fragilità, emergenze e difficoltà dei propri territori. Per questo la loro presenza rappresenta un segnale importante”.

Al centro dell'incontro sono state soprattutto le esperienze di chi ha scelto di opporsi alla criminalità organizzata. A portare la propria testimonianza sono stati Tiberio Bentivoglio, Raffaele Fazio, Martino Ceravolo, Salvatore Barbagallo, Pasquale Saccà e Vincenzo Neri.

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“La loro presenza vale più di tante parole. Sono persone che hanno conosciuto il prezzo della denuncia, della resistenza e delle difficoltà che possono seguire alla scelta di stare dalla parte della legalità. Rappresentano un patrimonio umano e civile che non può essere disperso”.

Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti anche diversi amministratori locali. Tra le testimonianze, quella della sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, che ha raccontato le intimidazioni subite e quelle rivolte ai suoi figli nei giorni scorsi. Ha portato la propria esperienza anche la consigliera Laura Pugliese, anch’essa vittima di intimidazioni.

“Ascoltare queste storie – ha detto Gaglianese – significa comprendere che la legalità non è un concetto astratto, ma riguarda persone, famiglie, paure, sacrifici e conseguenze concrete”.

I lavori sono stati moderati da Sergio Gaglianese e dalla vicepresidente della Tazzina della Legalità, Mary Troiano, con la collaborazione di Silvio Valzani. Nel corso dell’incontro è stato rilanciato anche il progetto di gemellaggio tra i sindaci calabresi e quelli del Nord, pensato per favorire il confronto tra amministrazioni e la condivisione di esperienze e buone pratiche.

Tra gli interventi anche quello di Giuseppe Belcastro, assistente parlamentare della vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, intervenuto in sua rappresentanza. Hanno inoltre contribuito al confronto l’inviato di Vipo, il poeta Pippo Prestia e diversi sindaci e rappresentanti istituzionali.

La conclusione dei lavori è stata affidata a Luciano Prestia, che ha richiamato la necessità di trasformare le singole esperienze e testimonianze in un percorso condiviso, attraverso una maggiore capacità di collaborazione tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini.

Accanto alla soddisfazione per la partecipazione istituzionale, Gaglianese però ha posto  l’accento su un elemento che, a suo giudizio, merita una riflessione.

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“Proprio perché sono soddisfatto della qualità del confronto – ha affermato – non posso nascondere quello che considero il dato più amaro della giornata: la cittadinanza vibonese, nel suo complesso, è mancata. Hanno risposto numerosi sindaci, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, vittime della ’ndrangheta e persone impegnate quotidianamente sul fronte della legalità. Ma Vibo, come comunità, non era presente in maniera significativa. E questo deve farci riflettere”.

Il presidente della Tazzina della Legalità ha precisato, comunque, di non voler trasformare l’assenza in un giudizio nei confronti dei cittadini, ma ha posto una domanda sul rapporto tra comunità e vittime.

“Come possiamo chiedere alle vittime di essere coraggiose se poi la comunità che le circonda non trova il coraggio di stare accanto a loro? Oggi c’erano persone che hanno pagato e continuano a pagare un prezzo elevato per aver scelto di non piegarsi. Avremmo voluto vedere una Vibo più presente. Non per riempire una sala, ma per dare un segnale: dire a chi denuncia che non è solo e a chi minaccia che una comunità non intende voltarsi dall’altra parte”.

Gaglianese, in chiusura, dopo aver portato all’attenzione la vicenda dell’imprenditore Francesco Cascasi, ha richiama l’attenzione sull’assenza di parlamentari all’iniziativa.

“Oggi a Vibo non era presente nessun parlamentare della Repubblica ad ascoltare la voce dei cittadini, degli imprenditori, delle vittime, dei testimoni di giustizia e delle associazioni impegnate sul territorio. Il nostro non era un appuntamento di commemorazione ma un momento di confronto, responsabilità e partecipazione”.

Nonostante le criticità evidenziate, l’obiettivo indicato dagli organizzatori ha guardato alle prospettive future.

“Non voglio che questa giornata venga ricordata soltanto per le assenze, ma per le presenze: per chi ha avuto il coraggio di denunciare, per i sindaci, per le vittime e per chi continua, nonostante le intimidazioni, a metterci la faccia”.

Per Gaglianese, il confronto ha fatto emergere “la voglia e il desiderio di fare squadra, di mettere insieme esperienze, territori e persone e di ripartire tutti insieme. Abbiamo bisogno di sindaci che dialoghino tra loro, associazioni che collaborino, imprenditori che non si sentano soli, vittime che possano trovare ascolto, istituzioni capaci di trasformare le denunce in risposte concrete e cittadini che tornino a sentirsi protagonisti”

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