
Riceviamo e pubblichiamo la nota della Tazzina della legalità in occasione della Staffetta della legalità a Vibo
Domani, sabato 26 settembre, alle ore 9:30, presso il Palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, la Staffetta della Legalità farà tappa a Vibo Valentia. Ma quella di domani non vuole essere semplicemente una tappa. Deve diventare la matrice di un riscatto. Il riscatto di Vibo. Il riscatto della provincia. Il riscatto di una Calabria che vuole smettere di subire e vuole tornare protagonista del proprio futuro.
È questo il significato che La Tazzina della Legalità, insieme all’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, vuole dare all’appuntamento di domani. E la straordinaria partecipazione che si sta registrando alla vigilia sembra andare proprio in questa direzione. Hanno già dato la propria adesione numerosi sindaci e amministratori locali, tra cui i rappresentanti delle amministrazioni di Vibo Valentia, Pizzo, Lamezia Terme, Gioia Tauro, Mileto, Dasà, Isola di Capo Rizzuto, Monterosso Calabro, San Nicola da Crissa e San Gregorio d’Ippona , i Presidente della Provincia di Vibo Corrado L'andolina e di Catanzaro Amedeo Mormile. Una presenza che attraversa territori e province diverse e che assume un significato ancora più forte perché si affianca alla partecipazione di rappresentanti delle istituzioni regionali, delle forze dell’ordine, del mondo imprenditoriale, accademico, religioso e della società civile. Tra le adesioni figurano anche i consiglieri regionali Elisabetta Barbuto, Bruno, Ionà e Polimeni, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo, il Rettore dell’Istituto di Criminologia Saverio Fortunato, il Vicepresidente nazionale di Confapi Francesco Napoli, il COISP – Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, rappresentato dal segretario regionale Raffaele Maurotti, oltre a imprenditori, testimoni di giustizia, rappresentanti delle istituzioni, parroci, associazioni e cittadini. Non è un caso che a Vibo si ritrovino insieme realtà così diverse. Istituzioni, amministratori locali, mondo produttivo, forze dell’ordine, cultura, Chiesa, associazionismo e società civile.
È proprio questa convergenza che La Tazzina della Legalità vuole trasformare nella matrice di un nuovo percorso, un percorso di riscatto capace di partire da Vibo e attraversare tutta la Calabria. Perché quando si supera la logica della delega e si decide di esserci, la Calabria sa ritrovarsi.
QUESTA VOLTA TOCCA A NOI. Tocca alla gente comune. Tocca a chi non ha incarichi, poltrone o ruoli istituzionali. Tocca a chi ogni giorno lavora, cresce i propri figli, vive questa terra e non vuole arrendersi all’idea che la paura debba diventare normalità. Perchè davanti alla criminalità organizzata non basta indignarsi quando accade qualcosa. Non basta una fiaccolata. Non basta una commemorazione. Non basta una fotografia. Non basta dire “siamo tutti con voi” per qualche ora.
Chi denuncia, chi resiste, chi subisce intimidazioni ha bisogno di sapere che la società civile resta al suo fianco anche il giorno dopo. E quello dopo ancora. È questa la sfida. MENO COMMEMORAZIONI. PIÙ CONCRETEZZA. MENO PAROLE. PIÙ PARTECIPAZIONE. La Staffetta di Vibo deve quindi rappresentare qualcosa di più di un appuntamento. Deve rappresentare un punto di partenza.
Un luogo dal quale far partire una nuova consapevolezza: il contrasto alla criminalità organizzata non è soltanto una questione di repressione, ma anche di comunità, partecipazione, coraggio e responsabilità.Per questo domani l’appello è rivolto a tutti. NON LASCIATECI SOLI. Non lasciate sole le vittime. Non lasciate soli gli imprenditori che denunciano. Non lasciate soli gli amministratori che scelgono di non piegarsi. Non lasciate soli i testimoni di giustizia. Non lasciate soli coloro che hanno avuto il coraggio di dire NO. Perché una comunità diventa davvero forte quando smette di delegare ad altri la difesa della propria libertà. E se domani Vibo riuscirà a mettere insieme istituzioni, sindaci, consiglieri regionali, forze dell’ordine, imprenditori, testimoni di giustizia, mondo accademico, Chiesa, associazioni e cittadini, allora quella giornata potrà davvero rappresentare la matrice di una nuova stagione calabrese.
Non una Calabria che chiede soltanto attenzione.Una Calabria che vuole essere protagonista del proprio riscatto.Non una Calabria che si limita a ricordare le vittime.Una Calabria che sceglie di stare accanto a chi denuncia, a chi resiste e a chi ogni giorno combatte per la libertà. Non una Calabria delle sole commemorazioni. Ma una Calabria della concretezza, della partecipazione e della Ridestanza.
VIBO NON SI DIVIDE. VIBO SI RITROVA. VIBO REAGISCE. E domani, da Vibo, vogliamo far partire un messaggio destinato a tutta la Calabria: IL RISCATTO NON PUÒ ESSERE DELEGATO. IL RISCATTO DOBBIAMO COSTRUIRLO NOI. Perché quando una comunità si alza in piedi, il silenzio non è più un’opzione. E domani Vibo può dimostrare che una Calabria diversa non è soltanto possibile. Può cominciare da qui.
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