
di PAOLO STANIZZI
L’esito del giudizio civile promosso nei miei confronti dall’ATERP Calabria, conclusosi con il rigetto integrale di una pretesa risarcitoria infondata di € 100.000,00 rappresenta molto più di una semplice vittoria processuale. È la conferma giudiziaria di come il diritto di critica, quando esercitato per finalità di Trasparenza e Legalità, resti un pilastro insostituibile della nostra Democrazia .
Dopo anni di battaglie e plurime archiviazioni in sede penale, che hanno costantemente riconosciuto la veridicità e l'interesse pubblico delle mie denunce sulla gestione delle risorse collettive dell' Aterp Calabria, questa sentenza mette definitivamente fine a un tentativo di condizionare la libertà di espressione attraverso lo strumento della richiesta di risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa o social. Accolgo questo risultato con la serenità di chi ha sempre agito nel rispetto della legge e della verità, e con l'orgoglio di chi non ha mai arretrato di fronte al dovere di vigilare sul bene comune. Al termine di questa complessa vicenda giudiziaria, sento il dovere di rivolgere un caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto nella mia buona fede e nella correttezza della mia azione professionale e civile. Questa vittoria non appartiene solo al sottoscritto, ma rappresenta un successo per il principio di Trasparenza e per il diritto di ogni cittadino di esercitare un controllo democratico sulla gestione della cosa pubblica .
Aver agito a tutela della Legalità, denunciando opacità e chiedendo conto dell'utilizzo delle risorse della collettività, è stato un percorso faticoso ma necessario per onorare il giuramento che ogni avvocato presta a difesa del Diritto e della Giustizia. Desidero, inoltre, dedicare questo risultato a tutta la mia famiglia e, ancora prima, alla memoria dei miei genitori. Questa vittoria è un omaggio a loro e ai valori di integrità, onestà e profondo senso del dovere che mi hanno trasmesso e che hanno sempre guidato il mio cammino umano e professionale. È grazie al loro esempio se oggi posso guardare a questo traguardo con la consapevolezza di aver agito nel giusto. Un ringraziamento va alla Magistratura che, attraverso diverse e concordi pronunce, ha saputo distinguere tra l'aggressione alla reputazione ed il legittimo, doveroso esercizio del Diritto di critica finalizzato al bene comune. Il mio impegno per una Pubblica Amministrazione aperta, efficiente e onesta non si ferma qui. Continuerò, con la stessa fermezza e nel pieno rispetto delle regole, a essere un baluardo per la legalità nel inostro territorio, affinché la Trasparenza non sia solo uno slogan, ma una pratica quotidiana al servizio di tutti i cittadini.
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