Statale 106, Salvini: "Scelta da valutare per utilità e impatto sui territori. Ora confronto per arrivare fino a Reggio"

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  20 luglio 2026 14:10

di CARLO MIGNOLLI

Il futuro della Statale 106 passa dal confronto con i territori. È questo il messaggio lanciato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, in colegamento video, durante l’avvio del dibattito pubblico sul progetto di completamento dell’arteria tra Catanzaro e Reggio Calabria, ospitato nella sede della Regione Calabria.

Al centro della discussione ci sono quattro ipotesi progettuali e un investimento stimato tra i 7 e i 12 miliardi di euro. Per Salvini, però, la valutazione dell’opera non può fermarsi all’aspetto economico: "Il punto non è soltanto quanto costerà, ma quale beneficio porterà ai cittadini, ai territori attraversati e all’intero sistema dei collegamenti". Il ministro ha ricordato che lungo il versante ionico sono già in corso interventi per circa 4 miliardi di euro e ha ribadito l’obiettivo di completare l’asse fino a Reggio Calabria, collegando i principali centri della fascia orientale della regione, da Taranto a Sibari, passando per Crotone e Catanzaro.

"La Calabria ha bisogno di una rete infrastrutturale completa - ha spiegato Salvini - e per questo il lavoro sulla Statale 106 deve procedere insieme a quello sull’alta velocità ferroviaria sul versante tirrenico". Secondo il ministro, il collegamento ferroviario verso sud rappresenta un altro tassello fondamentale per integrare la regione nei grandi corridoi europei.

Il confronto pubblico, ha assicurato Salvini, dovrà essere il passaggio decisivo per individuare la soluzione più adatta. "Non abbiamo mai pensato di imporre scelte calate dall’alto: le grandi opere devono nascere dal dialogo con chi vive quei territori". Una posizione che, secondo il ministro, non elimina il confronto tra opinioni diverse, ma evita il rischio di bloccare ogni decisione. "Il vero problema - ha aggiunto - sarebbe continuare a rinviare, non scegliere e non programmare. La Calabria, così come il resto del Paese, ha bisogno di opere che siano pensate, finanziate e realizzate".

La sfida della Statale 106: superare la “strada della morte”

Salvini ha poi richiamato uno dei simboli negativi legati alla Statale 106, conosciuta per anni come la “strada della morte” a causa dell’elevato numero di incidenti: "L’ambizione è cambiare completamente la percezione di questa infrastruttura: non più una strada associata alle tragedie, ma un percorso capace di valorizzare le bellezze della Calabria ionica".

Il ministro ha evidenziato il lavoro svolto sul fronte dei finanziamenti, sottolineando che gli stanziamenti inseriti nelle ultime manovre economiche rappresentano risorse concrete. Una volta individuata la soluzione progettuale per il completamento fino a Reggio Calabria, ha garantito, il Governo dovrà individuare le coperture necessarie.

Nel suo intervento Salvini ha anche ricordato il volume degli investimenti infrastrutturali attualmente presenti in Calabria: "Oggi la regione è interessata da cantieri per circa 22 miliardi di euro, una quantità di risorse che difficilmente ha precedenti nella storia repubblicana".

Ponte sullo Stretto e alta velocità, il nodo dei collegamenti

Il ministro ha poi affrontato il tema del Ponte sullo Stretto, definendolo parte di una strategia più ampia: "Non è un’opera che da sola risolve ogni problema - ha chiarito - ma deve essere inserita in un sistema di collegamenti che avvicini non solo Reggio Calabria e Messina, ma anche il Mezzogiorno al resto d’Italia e dell’Europa".

Secondo Salvini, il valore dell’opera dipenderà anche dalla capacità di garantire una vera continuità ferroviaria: "Un attraversamento dello Stretto, per quanto importante, non sarebbe sufficiente senza una rete che consenta ai treni di proseguire verso il resto del continente".

L’obiettivo indicato dal ministro è arrivare a collegare Reggio Calabria e Roma in circa quattro ore attraverso il potenziamento dell’alta velocità. Un traguardo che oggi può sembrare ambizioso, ma che secondo Salvini è reso possibile dalla progettazione già avviata.

"Quando sono arrivato al ministero mancava un percorso progettuale definito per l’alta velocità fino a Reggio Calabria - ha spiegato - oggi invece tecnici e ingegneri stanno lavorando su questo obiettivo. Prima vengono i progetti, poi si possono cercare le risorse necessarie".

Salvini ha infine sottolineato l’importanza di lasciare una programmazione pronta per il futuro: "Chi arriverà dopo di noi dovrà trovare opere già studiate e cantierabili, perché senza una progettazione seria non si possono trasformare gli annunci in realtà".


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