Stop ai fermi auto sotto gli 800 euro, il Codacons chiede rispetto per le famiglie

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Francesco Di Lieto

  24 gennaio 2026 11:24

Bloccare l'auto a una famiglia per un debito di poche decine di euro non è riscossione: è vessazione. Il Codacons incassa una importante vittoria (Sentenza del 23 gennaio 2026 Giudice dott. Francesco Lecce).
La decisione costituisce un freno all'abuso degli strumenti di riscossione.
In verità anche il Prefetto aveva già annullato il fermo amministrativo ma il ricorso al Giudice si era reso necessario a causa di un "dietrofront" della Prefettura che aveva annullato il provvedimento di annullamento!

BASTA ABUSI PER DEBITI MINIMI
Il caso è emblematico: una sanzione da quasi 4.000 euro nata da un debito originario di soli 132 euro per atti mai notificati. La Prefettura aveva inizialmente riconosciuto l'errore nell'applicazione del fermo, salvo poi ritrattare tutto. Il Giudice ha ristabilito la verità: sotto la soglia di 800 euro il fermo non si tocca. Non è solo una questione tecnica, è una questione di sopravvivenza - sostiene Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons. Per molte famiglie l'auto è l'unico mezzo per recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola. Bloccarla per cifre irrisorie significa calpestare il principio di proporzionalità.

IL RICHIAMO ALLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE
La legge parla chiaro. L'art. 10 dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) impone che i rapporti tra cittadino e fisco siano basati su collaborazione e buona fede. Iscrivere un fermo auto per pochi spiccioli è l'esatto opposto: è un atto di malafede che ignora il valore del bene sequestrato rispetto al piccolo debito da recuperare.

L'APPELLO AI COMUNI E AI CONSORZI DI BONIFICA
Il Codacons non si ferma alla sentenza e lancia un appello urgente a tutte le Amministrazioni locali e ai Consorzi di Bonifica: basta vessazioni. Chiediamo che le società di riscossione smettano immediatamente di applicare "fermi auto" indiscriminati per debiti inferiori a 800 euro.
L'Associazione invoca un Protocollo di Garanzia: Invitiamo le istituzioni a sottoscrivere un protocollo che limiti l'uso del fermo ai soli casi di reale necessità e proporzionalità, rispettando quanto già ribadito dalla stessa Prefettura di Catanzaro.

"Basta con questa guerra ai poveri mascherata da legalità - afferma Di Lieto - Siamo di fronte a un sistema che trasforma la riscossione in estorsione legalizzata, dove si preferisce vessare chi non può difendersi piuttosto che andare a disturbare i veri evasori. È ora di dire basta a questo capitalismo predatorio che usa le amministrazioni come braccio armato contro i più deboli."
"Non possiamo permettere che la burocrazia diventi uno strumento di oppressione per chi è già in difficoltà», conclude Francesco Di Lieto. "La riscossione deve essere umana e legale. Se il debito è minimo, il fermo è un abuso"


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