Stop ai Sottosegretari regionali, al via la raccolta firme a sostegno della proposta di legge

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  20 giugno 2026 11:33

«La raccolta firme è partita e sta procedendo positivamente in numerosi territori della Calabria – affermano i consiglieri regionali –. Stiamo registrando attenzione, partecipazione e condivisione delle ragioni che ci hanno spinto a promuovere questa proposta di legge. Molti cittadini comprendono che questa battaglia non riguarda soltanto l'esistenza o meno di una figura istituzionale, ma il modo in cui vengono impiegate le risorse pubbliche e le priorità che una Regione deve darsi».

L'iniziativa è stata avviata dopo l'approvazione della legge regionale che ha reintrodotto i sottosegretari alla Presidenza della Giunta, figure abolite in Calabria nel 2012 e ripristinate dalla maggioranza di centrodestra con il voto del Consiglio regionale. Una scelta che le opposizioni hanno contestato sin dall'inizio, ritenendola inopportuna in una fase segnata da numerose emergenze sociali, economiche e sanitarie.

«Abbiamo deciso di utilizzare tutti gli strumenti democratici e istituzionali disponibili per contrastare una norma che continuiamo a ritenere sbagliata – spiegano i capigruppo –. Da una parte abbiamo promosso la proposta di legge di iniziativa popolare e la raccolta firme; dall'altra stiamo sostenendo il percorso di impugnazione della legge affinché possa essere garantita ai cittadini calabresi la possibilità di esprimersi direttamente attraverso un referendum. Riteniamo che su una scelta che riguarda l'organizzazione delle istituzioni regionali e l'utilizzo delle risorse pubbliche debba essere restituita la parola ai cittadini. Non ci siamo limitati alla protesta politica in Aula, ma abbiamo deciso di costruire un percorso partecipato e democratico che coinvolga l'intera comunità regionale».

 

Secondo i rappresentanti del centrosinistra, la reintroduzione dei sottosegretari determina un costo aggiuntivo per le casse regionali che non trova alcuna giustificazione rispetto alle esigenze reali della Calabria.

«Parliamo di una spesa che supera i 340 mila euro annui tra indennità e costi connessi agli incarichi. In una regione che continua a fare i conti con le difficoltà della sanità pubblica, con le liste d'attesa, con le carenze nei servizi sociali, con il problema dello spopolamento e con le fragilità delle aree interne, riteniamo che ogni euro debba essere destinato a migliorare la qualità della vita dei cittadini e non ad aumentare i livelli della rappresentanza politica. La nostra proposta punta a ripristinare quel principio di sobrietà istituzionale che negli anni era stato condiviso da tutte le forze politiche. Non comprendiamo perché oggi si sia scelto di tornare indietro, reintroducendo incarichi che non appaiono indispensabili al funzionamento dell'amministrazione regionale».

«Continueremo nelle prossime settimane a essere presenti nelle piazze, nei comuni e nei territori per informare i cittadini e raccogliere adesioni – affermano Bruno, Alecci, Scutellà, Greco e De Cicco –. Vogliamo costruire una mobilitazione ampia, trasversale e partecipata attorno a un principio molto semplice: le risorse pubbliche devono essere utilizzate per risolvere i problemi dei calabresi e non per moltiplicare incarichi politici».

I consiglieri regionali concludono rivolgendo un appello ai cittadini: «Invitiamo tutti coloro che condividono questa battaglia di buon senso a sostenere la proposta di legge e a contribuire alla raccolta firme. È uno strumento concreto per affermare una diversa idea di Regione, più vicina ai bisogni delle persone, più attenta alla qualità dei servizi e più rigorosa nell'utilizzo delle risorse pubbliche».


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