
«Avevamo visto lungo, e lo abbiamo denunciato prima di
tutti: il presunto “passaggio storico” della fine del commissariamento della sanità calabrese
era soltanto un’operazione di pura propaganda, un baratto politico consumato a Roma sulla
pelle dei calabresi in cambio del via libera alle pre-intese sull’Autonomia Differenziata. Oggi i
pesantissimi rilievi sollevati dall’Ufficio di controllo della Corte dei Conti smantellano la
narrazione della governance regionale e certificano la totale assenza di presupposti
strutturali».
«I magistrati contabili hanno riscontrato carte carenti e motivazioni “laconiche”. Dietro i
proclami trionfalistici di Roberto Occhiuto restano i nodi drammatici che i calabresi
affrontano ogni giorno: ritardi cronici nei pagamenti, partite debitorie tuttora aperte, assenza
dei bilanci consuntivi delle aziende sanitarie e mancato raggiungimento dei Livelli Essenziali
di Assistenza (LEA). Come se non bastasse, la Corte evidenzia un’anomalia istituzionale
clamorosa: la proposta di chiusura della fase straordinaria è partita dal Ministero degli Affari
Regionali e non, come logica e legge vorrebbero, dai ministeri tecnici di Salute ed Economia,
relegati sullo sfondo con note del tutto generiche.
Fino a quando non saranno fornite controdeduzioni reali, l’efficacia del provvedimento resta
sospesa. Questo significa che il governatore si trova oggi in un limbo istituzionale: non può
agire pienamente né come commissario straordinario né come assessore ordinario alla Sanità,
esponendo il settore a una pericolosa paralisi gestionale. Se il Governo centrale decidesse di
aggirare la Corte dei Conti ricorrendo alla “registrazione con riserva” ex lege 400/1988, si
assumerebbe una responsabilità politica ed erariale gravissima di fronte al Parlamento,
scaricando sui cittadini i costi di un dissesto annunciato.
Nelle scorse settimane, proprio per fare luce su questa gestione opaca, abbiamo depositato,
tramite il nostro consigliere regionale On. Francesco De Cicco, un’interrogazione urgente a
risposta immediata: una richiesta formale di trasparenza a cui Occhiuto e i suoi rappresentanti
non hanno mai risposto, preferendo nascondersi dietro il silenzio piuttosto che ammettere il
fallimento. La sanità non si cura con i video sui social né con i silenzi d’ordinanza: Occhiuto si
presenti in Aula, risponda alla nostra interrogazione e spieghi ai calabresi perché la Corte dei
Conti ha dovuto mettere nero su bianco il bluff del suo post-commissariamento».
Caro Presidente Occhiuto, in conclusione, possiamo affermare con certezza che nessuno degli
esponenti della minoranza, e tanto meno il nostro Segretario politico, Francesco De Cicco, si
sono mai rallegrati dalla mancata uscita, o presunta tale (come Lei afferma), dal
“Commissariamento”, e tuttavia nella sostanza, commissariamento o meno, le azioni della
Giunta da Lei presieduta in nulla hanno modificato lo stato della “Sanità” in Calabria, che
continua ad essere un vero e proprio colabrodo sia dal punto di vista dei servizi, che dal punto
di vista strettamente dei conti economici.
Vede, gli esponenti della minoranza saranno anche degli sfigati, ma Lei e la sua maggioranza
avete dimostrato di essere degli arroganti.
SEGRETERIA POLITICA DPM
De Cicco Francesco
Intrieri Francesco
Molinari Francesco
Filippelli Ranieri
Costabile Sandro
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