“Storie di stra-ordinaria normalità”, l’arte racconta la vita, anche nei luoghi di cura (VIDEO)

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Cinque sale, cinque passaggi emotivi, un’unica storia collettiva che parla di malattia, resistenza e speranza.

  22 gennaio 2026 23:42

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Il primo impatto arriva dai colori, disposti lungo le pareti come se avessero trovato finalmente spazio per respirare. All’Ex Stac di Catanzaro lo sguardo viene catturato da disegni, fotografie, parole appuntate, frammenti di vita che chiedono attenzione senza alzare la voce. È da qui che comincia “Storie di stra-ordinaria normalità”, la mostra allestita dal progetto “Liberamente”, che accompagna il visitatore dentro un percorso fatto di emozioni riconoscibili, intime, spesso scomode, sempre vere.

Inaugurata il 10 gennaio e visitabile fino al 31, ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, l’esposizione raccoglie le opere realizzate dai bambini, dalle bambine, dai ragazzi e dalle ragazze in cura presso il reparto di oncoematologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Renato Dulbecco”. Accanto a loro, gli studenti delle scuole secondarie di Catanzaro, coinvolti in un lavoro condiviso che ha mescolato esperienze diverse, abbattendo confini e restituendo alla creatività il suo ruolo più autentico: creare legami.

Il percorso si sviluppa in cinque sale, ognuna dedicata a una fase emotiva. Si passa dall’incredulità alla rabbia e alla paura, dalla negoziazione, intesa come sfida personale, alla tristezza, fino ad arrivare alla gioia, alla forma dell’accettazione. Un attraversamento che non promette linearità, piuttosto riconoscimento.

Alle opere dei ragazzi si affiancano quelle di artisti catanzaresi come Nuccio Loreti, Baka, Colmicolmo, Fabio Mazzitelli, Ragnatela (Giuseppe Antonini) e Finn Naso Blu, infermiere napoletano.

Una sala, in particolare, si sofferma sulla “bellezza dell’imperfezione”. Qui trova spazio il progetto fotografico promosso da Aieop, che raccoglie le storie di 108 adolescenti in cura per un tumore in centri italiani, da Bari ad Aviano. Ragazzi e ragazze che hanno scelto di esporsi. Di lasciare tracce visibili del proprio passaggio, senza eroismi, raccontando ciò che resta quando la quotidianità viene messa a dura prova.

A dare parole a questa complessità è anche Alessandro Baricco, nella prefazione al volume “Nella terra di mezzo: storie di giovani malati di tumore”. Scrive: “Loro sono in un altro film. Esistono i bambini malati di tumore, esistono gli adulti malati di tumore, e poi esistono loro – e si meritano un film tutto per loro”. E ancora, ricordando un incontro in day hospital: “Parlavano di cose normali. Della vita. Dei locali dove bere lo spritz, di sport. Io me li ricordo bellissimi. Loro erano a colori”.

I colori tornano, infatti, nelle fotografie esposte: il verde della libertà e della speranza, il giallo delle risate, il rosso dell’amore e della rabbia, il blu del mare e dell’innocenza, il nero che trova comunque spazio. Una palette che racconta la normalità come qualcosa di straordinario, soprattutto quando è messa alla prova.

Il percorso si chiude con una sala interattiva, dove anche i visitatori possono lasciare un segno, scrivere un’emozione, un pensiero, una storia da appendere al muro. Un gesto semplice che completa il racconto collettivo. 

Il progetto Liberamente è nato dalla collaborazione tra Regione Calabria e l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco”. La mostra è sostenuta da Acsa&Ste Onlus e gode del patrocinio del Comune di Catanzaro, Aieop, Unicef, assessorato alla Cultura, Università Magna Graecia e Opi.

 


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