
Legambiente nazionale e Legambiente Calabria aderiscono alla manifestazione proclamata ad Amendolara (CS) dalla Flai Cgil nella giornata di sabato 6 giugno, dopo l'uccisione, con modalità atroci, di quattro braccianti agricoli, bruciati vivi, e il ferimento di un altro giovane lavoratore. Una tragedia consumata all’interno del sistema perverso e criminale del caporalato, spesso governato da strutture mafiose, che priva i braccianti, quasi sempre immigrati, di dignità e diritti in nome di una bieca logica del profitto basata sullo sfruttamento di manodopera a costi bassissimi. Un sistema fortemente illegale, denunciato da anni da Legambiente attraverso il Rapporto Ecomafia, che arriva a uccidere per la mancanza di adeguate condizioni di sicurezza e, come accaduto ad Amendolara, persino ad assassinare.
"È necessaria una forte assunzione di responsabilità a tutti i livelli, dalle istituzioni alle imprese produttrici fino ai consumatori, per scardinare i meccanismi illegali del caporalato, realizzando filiere trasparenti, sostenibili ed etiche che garantiscano i diritti dei lavoratori, la corresponsione di compensi equi ai braccianti agricoli e prezzi giusti ai produttori sani, tutelando allo stesso tempo l'ambiente". Così. Stefano Ciafani, presidente Legambiente nazionale e Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria
"Così come evidenziato ogni anno nel nostro Rapporto Ecomafia, la legge n. 199 del 2016 rappresenta uno strumento fondamentale per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, ma per renderla pienamente effettiva servono risorse adeguate, soprattutto per rafforzare i controlli nelle aziende agricole e le politiche di prevenzione del fenomeno, a cominciare dalla chiusura dei "ghetti" e dalla garanzia del diritto alla salute e alla casa per i lavoratori immigrati".
"Occorre scrivere un’altra storia, lontana dall’orrore di quanto accaduto ad Amendolara, rendendo giustizia alle vittime e attivandoci tutte e tutti per salvaguardare la dignità delle persone, i diritti dei lavoratori e il rispetto della legalità".
"L'auspicio è che magistratura e forze dell'ordine possano promuovere, con determinazione e continuità, la piena applicazione della legge sul caporalato, contribuendo a sradicare un sistema criminale incompatibile con i principi di giustizia sociale, legalità e tutela dei diritti umani".
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