Strage nel Mediterraneo, Corbelli: “Portiamo le salme nel cimitero internazionale di Tarsia”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Strage nel Mediterraneo, Corbelli: “Portiamo le salme nel cimitero internazionale di Tarsia”


  21 febbraio 2026 15:43

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, “di fronte, afferma in una nota, all’immane tragedia dei corpi dei poveri migranti che il mare continua a restituire, sono una quindicina i cadaveri recuperati tra Calabria e Sicilia nelle ultime due settimane, tutti certamente annegati  durante il ciclone Harry”, chiede che “si faccia di tutto per dare un’identità a queste vittime, che non venga assolutamente cancellato il loro ricordo” e per questo “auspica che questi corpi vengano, una volta ultimato il Cimitero internazionale dei Migranti, in fase di realizzazione a Tarsia, grazie alla lunga, ininterrotta  battaglia di Diritti Civili e il sostegno della Regione Calabria e di questo comune del cosentino, portati in questo luogo, un sito simbolo a livello planetario per questa straordinaria opera di civiltà, la più grande opera umanitaria al mondo legata alla  tragedia dell’immigrazione, conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo, che darà dignità alla morte di tutte queste persone povere e sfortunate.

E proprio pensando a questi esseri umani (uomini, donne e bambini,) così infelici che 13 anni fa, subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, ho iniziato questa battaglia di civiltà per la realizzazione a Tarsia del Cimitero internazionale dei Migranti, con l’aiuto del sindaco di questo piccolo borgo, Roberto Ameruso, e della Regione Calabria (grazie all’ex Presidente Mario Oliverio e all’attuale Governatore Roberto Occhiuto) per vedere realizzata questa opera straordinaria, che sorge, su una Collina della Pace, immersa tra gli ulivi secolari (che resteranno intatti), in un posto fortemente simbolico, di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, e ad un tiro di schioppo dall’ex Campo di concentramento di Ferramonti, luogo di prigionia, durante la seconda guerra mondiale, ma anche di grande solidarietà e umanità, dove nessuno degli oltre 3000 internati subì mai alcuna violenza.

E proprio per questo ho scelto di far nascere qui questo grande Memoriale per le vittime dei naufragi nel Mediterraneo, che sarà intitolato al piccolo Alan Kurdi, il bambino siriano morto annegato, insieme al fratellino Galip e alla giovane mamma Rehana, e il cui corpicino venne ritrovato anch’esso su una spiaggia della Turchia, agli inizi di settembre del 2015. Il mio auspicio, la mia speranza è che questa grande opera resti solo un Monumento e luogo di riflessione per il mondo e che non ci siano più tragedie in mare”.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.