Strutture socio-assistenziali, Lostumbo: "L'Ats Catanzaro ha agito secondo la normativa regionale"

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Rosario Lostumbo
  03 gennaio 2022 15:58

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’assessore alle Politiche sociali di Catanzaro, Rosario Lostumbo.

 “Negli scorsi giorni ho avuto modo di leggere alcuni interventi sulla stampa in merito alla questione delle strutture socio-assistenziali. Per sgombrare il campo da fraintendimenti e personalistiche interpretazioni, è doveroso chiarire che la Regione Calabria, tramite alcune note ufficiali, ha provveduto a fissare criteri e crono programmi, fornendo direttive contrarie a quelle date in precedenza per il 2020 e il 2021. La tanto discussa comunicazione di fine anno trasmessa dall’Ufficio di Piano alle stesse strutture è un atto dovuto che nasce dalla necessità di dare applicazione alla normativa in vigore (DGR n.503/2019 e n.171/2021), ribadendo che non c’è alcuna volontà di allontanare gli ospiti dalle strutture. Voglio ricordare che la Regione Calabria, in piena emergenza epidemiologica, aveva disposto che l’Ambito avviasse, per gli scorsi due anni, le procedure di convenzione con le strutture già ammesse a retta. Un atto, realizzato dalla quasi totalità degli Ambiti della Regione Calabria, che non rappresenta certamente la regola generale, dal momento che negli affidamenti in materia di servizi sociali, avendo i contratti una durata annuale, la pubblica amministrazione è tenuta ad operare nel rispetto del Codice dei Contratti. E’, dunque, evidente che, a differenza di come lasciano intendere sterili affermazioni relative all’operato degli uffici, l’Ambito non abbia facoltà di scelta. Allo stesso tempo, non posso esimermi dal sottolineare come il farraginoso meccanismo previsto dalla Regione Calabria, che ha demandato all’Ambito il controllo sia amministrativo che tecnico delle strutture di appartenenza, abbia rallentato le procedure comportando anche il mancato trasferimento delle risorse pari al 40%, ragion per cui l’Ambito è stato costretto a ricorrere ad anticipazioni di risorse proprie, con ulteriori lungaggini per la prosecuzione degli iter.

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Nessuna amministrazione potrebbe mai voler penalizzare il lavoro delle strutture, ma è facile attaccare e dispensare consigli di buona cultura del sociale ad un settore che non si è mai sottratto al confronto e alle responsabilità. Anche quando la cosa più semplice sarebbe stato utilizzare lo scarica barile tipico di certa politica, ma è un modo di agire che non mi appartiene. La discussione, semmai, dovrebbe essere posta ad un livello più alto. Nessuno ha mai ammesso che in Calabria non c’è solo una crisi sanitaria, ma ce ne è soprattutto un’altra che viene nascosta come la polvere sotto il tappeto: è la crisi del welfare, nata dall’adozione di una riforma discutibile, approvata con la volontà di tutte le parti politiche, sia di destra che di sinistra, con l'avvallo del Terzo Settore. Oggi il sociale è sulla bocca di tutti, ma chi sta in trincea prova a fare il proprio dovere tra innumerevoli difficoltà, cercando di attivare più servizi possibili per la cittadinanza. Un grido d’allarme che mi sento di condividere con il Presidente Occhiuto che dovrebbe ascoltare di più la voce degli Ambiti.

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All’amico Apostoliti, persona per bene, competente ed in possesso di un bagaglio di esperienza, avendo amministrato strutture del Terzo Settore, suggerisco, perciò, di rivolgere le proprie lagnanze a chi ha dettato le linee con tempi e modi su come agire per il 2022. Quindi, alla Regione Calabria, che ha scaricato tutte le responsabilità ai Comuni senza assicurare un minimo affiancamento e supporto pratico, non da oggi, ma da circa due anni. Dispiace anche vedere qualche ex amministratore fare sterile polemica, con post “sponsorizzati” sui social, senza preventivamente informarsi presso gli uffici competenti. Ad ogni modo voglio rassicurare che l’Ambito di Catanzaro, coerentemente con la programmazione dei fondi a disposizione per l’annualità 2022, tuttora non definiti e non trasmessi dalla Regione Calabria, provvederà ad emanare un avviso pubblico per l’ammissione a beneficio retta degli ospiti delle strutture”.

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