
L’appello ai candidati: accelerare sulla Statale 106, creare un’alternativa alla Limina e rilanciare l’edilizia. Richiamate anche le criticità delle rotatorie di Caulonia e Sant’Ilario dello Ionio: «Il confronto è necessario, ma l’immobilismo fa aumentare tempi e costi»
In vista delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre, il segretario generale della Filca Cisl Calabria, Christian Demasi, rivolge un appello ai candidati di tutti gli schieramenti affinché il tema delle infrastrutture entri concretamente nei rispettivi programmi politici.
«La provincia di Reggio Calabria – sottolinea Demasi – continua a scontare un grave ritardo rispetto agli altri territori calabresi. Mentre nelle aree di Catanzaro e Cosenza si registrano investimenti infrastrutturali rilevanti, il Reggino rimane ancora fortemente deficitario».
Tra le principali criticità viene indicata la Statale 106, un’opera sulla quale, secondo il sindacato, occorre abbandonare la stagione delle continue revisioni e passare rapidamente alla fase operativa.
«Nel 2020 si parlava di una variante unica, con una previsione di spesa di circa nove miliardi e mezzo. Oggi ci troviamo davanti a quattro ipotesi e a costi che sarebbero saliti fino a tredici miliardi e mezzo. Il rischio concreto è che, continuando a discutere senza assumere decisioni definitive, l’opera non riesca mai a decollare».
La Filca Cisl chiede quindi di aggiornare, completare e potenziare la Statale 106, definendo una programmazione certa, accompagnata da risorse, progettazioni e tempi precisi. Un’urgenza resa ancora più evidente dai numerosi incidenti che continuano a verificarsi lungo le principali arterie della provincia.
Altro punto centrale è il collegamento tra la fascia ionica e quella tirrenica. La Ionio-Tirreno, già sottoposta a una forte pressione veicolare, necessita di manutenzione e, soprattutto, di un’alternativa credibile.
«Lo abbiamo constatato durante i lavori di ammodernamento della galleria della Limina – ricorda Demasi – quando il collegamento tra i due mari ha vissuto una fase di fortissima sofferenza. Un’unica strada non può sostenere tutto il traffico ordinario, commerciale e di emergenza».
Da qui la necessità di riprendere seriamente la prospettiva della Bovalino-Bagnara, considerata strategica per distribuire meglio il traffico, consentire gli interventi di manutenzione e garantire percorsi alternativi anche ai mezzi di soccorso.
«Più traffico viene concentrato su una sola arteria, maggiore diventa il rischio di incidenti. La strage che continua a consumarsi sulla Ionio-Tirreno impone risposte rapide e non più rinviabili».
Una vena polemica viene riservata anche alle lungaggini che accompagnano opere meno imponenti, ma ugualmente importanti per la sicurezza e la viabilità locale, come le rotatorie previste a Caulonia e Sant’Ilario dello Ionio.
Per Demasi, il confronto pubblico e il rispetto delle procedure democratiche restano indispensabili, ma non possono trasformarsi in un alibi per rinviare continuamente le decisioni.
«Ogni mancata determinazione produce nuovi ritardi e rischia di provocare anche un aumento dei costi. Occorre essere più stringenti: discutere, ascoltare e poi decidere. Altrimenti si perdono finanziamenti, occasioni di sviluppo e opportunità occupazionali».
Il sindacato richiama infine la situazione dell’edilizia, settore che nella provincia di Reggio Calabria sta tornando ad arrancare dopo la conclusione di molti interventi collegati al PNRR e il ridimensionamento di misure come il Superbonus 110%.
«Servono investimenti consistenti per rimettere in movimento l’intero indotto. Le infrastrutture rappresentano una delle migliori forme di investimento pubblico: restano alle comunità, migliorano i collegamenti e ridanno ossigeno all’occupazione e all’economia».
L’appello ai candidati è dunque chiaro: la campagna elettorale non si limiti alle dichiarazioni di principio, ma produca impegni verificabili, scadenze precise e una posizione netta sulle opere strategiche.
Perché il territorio reggino, conclude Christian Demasi, non può permettersi di continuare ad aspettare mentre aumentano i costi e diminuiscono le opportunità.
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