Suppletive, il Pd attacca Cannizzaro: “Il centrodestra cambia versione, i reggini non dimenticano”

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  25 agosto 2026 19:23

«Prima le suppletive non dovevano esserci, oggi scopriamo che erano addirittura una raffinata strategia. Prima bisognava restare in Parlamento fino all’ultimo giorno utile per difendere Reggio, oggi Cannizzaro racconta di avere scelto personalmente di dimettersi in anticipo proprio per mandare i reggini alle urne. Adesso scopriamo persino che Fabio Roscioli non sarebbe stato imposto da Roma, ma che sarebbe stato Cannizzaro a imporlo a Roma.

A questo punto aspettiamo soltanto la prossima versione per vedere se il limite sia stato raggiunto o meno». È quanto afferma la Federazione metropolitana del Partito democratico di Reggio Calabria, commentando le dichiarazioni di Francesco Cannizzaro sulla scelta del candidato del centrodestra alle elezioni suppletive.

«C'è però un dato politico - continua la nota - che nessuna ricostruzione può cancellare: il centrodestra si presenta alle suppletive con un candidato romano e con una frattura interna clamorosa. La candidatura di Roscioli ha accompagnato una crisi che ha portato Domenico Giannetta, fino a pochi giorni fa capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ad abbandonare il partito e a candidarsi con Futuro Nazionale di Vannacci.

Una rottura che ha investito direttamente anche la maggioranza regionale. Fa sorridere, poi, - aggiunge il Pd - sentir parlare Cannizzaro di “tradimento” e di “voltagabbana”. Evidentemente esistono cambi di casacca buoni e cambi di casacca cattivi a seconda della convenienza del momento. Una severità che sarebbe stata interessante vedere applicata con la stessa coerenza quando, in occasione delle ultime elezioni comunali, il centrodestra ha accolto a braccia aperte esponenti provenienti dal centrosinista.

Cannizzaro può naturalmente cambiare strategia, candidato e racconto tutte le volte che ritiene. Quello che non può fare - conclude il Pd - è pensare che i reggini siano così sprovveduti e smemorati da non ricordare ciò che è stato detto appena poche settimane prima».