Sanità, la Calabria esce dal commissariamento. Occhiuto: "Ora il pareggio di bilancio"

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  10 aprile 2026 12:53

di FILIPPO COPPOLETTA

Si è presentato visibilmente soddisfatto, questa mattina, Roberto Occhiuto, nell'accogliere la stampa nel suo ufficio a Catanzaro. Si chiude oggi una delle pagine più controverse della storia recente calabrese. Con il via libera del Consiglio dei Ministri alla revoca del commissariamento, la Regione torna ufficialmente titolare della gestione della propria sanità dopo ben 17 anni di amministrazione straordinaria. Il Presidente della regione lo ha definito il traguardo come il suo obiettivo principale, "un risultato reso possibile dal lavoro di una squadra capace di chiudere bilanci che fino a poco tempo fa sembravano impossibili da risanare".

La fine della stagione commissariale non significa però un immediato "liberi tutti". La Calabria resta infatti sottoposta al piano di rientro, ma con una forza contrattuale e una libertà di manovra decisamente diverse. Il Governatore ha chiarito che l'interlocuzione con i ministeri proseguirà da una posizione di maggiore solidità, puntando a sbloccare ingenti risorse finora rimaste accantonate nella Gestione Sanitaria Accentrata (GSA) a causa dei vincoli del commissariamento. Questi fondi, derivanti in parte dalla fiscalità aggiuntiva e dal contributo annuale di 60 milioni, potranno finalmente essere utilizzati per potenziare i servizi sul territorio.

Tra le novità più rilevanti, Occhiuto ha confermato che manterrà l’interim alla sanità ancora per qualche tempo. La sua priorità è ora guidare la regione fuori anche dal piano di rientro, ottenendo tutte le "leve" gestionali di cui godono le altre regioni ordinarie. La maggiore autonomia permetterà di intervenire con più efficacia sul reclutamento del personale, ambito in cui si registra già una controtendenza rispetto al passato. Esemplare, secondo il Presidente, è il caso dei concorsi per infermieri e medici anestesisti, che hanno visto migliaia di domande e un rinnovato interesse per gli ospedali calabresi, complici anche gli investimenti massicci sulle borse di specializzazione e l'apertura di nuovi corsi di laurea in medicina.

Sul fronte politico e gestionale, Occhiuto ha voluto rassicurare i cittadini circa il rischio di un ritorno alle logiche delle "spartizioni" nelle nomine delle ASP e delle aziende ospedaliere. Rivendicando la sterilizzazione politica attuata nel suo primo mandato, ha promesso che la meritocrazia resterà l’unico criterio per primari e direttori generali, sottolineando come solo così si possa fermare la fuga dei giovani professionisti dalla regione.

Infine, il Presidente ha risposto alle critiche delle opposizioni circa un presunto scambio politico legato all'autonomia differenziata, negando categoricamente qualsiasi baratto. "Il voto favorevole in Conferenza Stato-Regioni è stato utilizzato strategicamente per negoziare con il Governo una data certa per l’uscita dal piano di rientro" ha affermato Occhiuto. Il futuro della sanità calabrese passerà ora attraverso riforme prudenti, come la possibile creazione di aziende ospedaliere provinciali uniche e l'approccio scientifico del Politecnico di Milano per la localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro, con l'ambizione dichiarata di lasciare una regione finalmente "normale" al termine della sua presidenza.


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