
di DOMENICO TALLINI
Ero certo che una nuova replica del sedicente gruppo di Forza Italia sarebbe stata diramata senza firme e con la formula dell’anonimato. Con questo sistema possono essere coperte comodamente defezioni, prese di distanza e abbandoni. Poteva firmarla almeno il capogruppo Luigi Levato, uno dei promettenti giovani che ho lanciato e che ho avuto modo di abbracciare sabato scorso all’uscita dell’incontro da me chiesto a Fiorita per discutere dell’impianto dell’umido di Alli e della sua importante consegna al Comune e tutto alla luce del sole.
Tutti ricorderanno che questo problema è stato sollevato dal sottoscritto attaccando tutti coloro che in qualche modo hanno avuto responsabilita nell’iter dell’appalto
Ai miei misteriosi e anonimi interlocutori, che mi chiedono cosa abbia fatto per la città, rispondo molto semplicemente. Intanto, sono stato decisivo – e regista non tanto mediocre visti i risultati – in tutte le quattro elezioni a sindaco di Sergio Abramo e di conseguenza ho consentito al centrodestra di governare per moltissimi anni. Se oggi Forza Italia rimpiange quell’epoca, sbandierando risultati politici e amministrativi, dovrebbe avere l’onestà di riconoscere il ruolo di chi, nella sua modestia di “allenatore” mediocre, ha garantito una stabilità da cui poi tutti hanno tratto vantaggio.
L’altra risposta al quesito degli amabili e anonimi interlocutori è data dalla difesa strenua degli interessi di Catanzaro, un elemento che da solo vale molto di più di un piccolo finanziamento. Anche chi non mi ha mai votato oggi riconosce che ero l’unico a battere i pugni sul tavolo e impedire abusi e prepotenze contro la nostra città. Ne sa qualcosa l’assessore all’università dell’epoca, la scienziata Savaglio, che aveva emanato degli atti propedeutici all’istituzione della seconda facoltà di medicina di Cosenza. Glieli ho fatti ritirare di corsa. Se i miei successori avessero avuto più polso e non si fossero inginocchiati davanti al presidente Occhiuto, quella di Catanzaro sarebbe ancora l’unica facoltà di medicina della Calabria.
Potrei ricordare l’impostazione da me data alla legge istitutiva dell’Azienda ospedaliera unica che prevedeva l’integrazione tra Pugliese e Mater Domini, mentre quella attuale sancisce l’incorporazione del Pugliese da parte dell’Università. Attribuendo una posizione di forza all’Università, si è di fatto indebolito il Pugliese-Ciaccio, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
E tante cose ancora che se invitato potrei fornire, nomi, circostanze e fatti inediti e sconosciuti che ho sempre evitato di raccontare perché per me la politica non è stato mai uno status simbol da ostentare.
Vogliamo parlare di finanziamenti? Proprio in questi giorni Forza Italia annuncia cento milioni di euro per il porto di Reggio Calabria e la Regione indice l’appalto per il nuovo ospedale di Cosenza per mezzo miliardo di euro (a cui pare se ne aggiungerà un altro mezzo miliardo).
E i fondi per Catanzaro dove sono finiti? Quelli previsti dall’art. 20 sono stati dirottati a Sibari e Gioia Tauro e qui si resta in attesa di fondi Inail ancora non deliberati.
In tutto questo, il gruppo di Forza Italia si distingue per il suo silenzio, per la sua inconsistenza, per la sua sostanziale marginalità.
Un’ultima annotazione. Nell’anonima replica si fa cenno di una circostanza totalmente falsa e quasi diffamatoria, quella secondo cui la sera del ballottaggio sarei stato a Palazzo De Nobili a cantare “Bella Ciao” con i sostenitori di Fiorita. Sfido ad esibire una fotografia, un video, una testimonianza credibile.
Mentono sapendo di mentire, ma questo è il loro mestiere. Del ballottaggio ricordo solo una cosa, la promessa solenne di un consigliere di dimettersi un minuto dopo l’elezione di Fiorita. Non io, ma la città aspetta ancora quelle dimissioni annunciate e mai pervenute.
E non poteva che essere cosi quando nella vita la politica non si vive per ideale e per passione come è capitato a me dall’età di 16 anni, ma semplicemente per sopravvivere.
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