Tavolo sul disagio: Gianfranco Morabito (COISP) plaude ai lavori svolti ma critica le scelte del Questore Linares

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  30 aprile 2026 16:02

Nella giornata di avantieri si è insediato ufficialmente presso la Questura di Catanzaro il tavolo provinciale sul disagio degli appartenenti alla Polizia di Stato. Un organismo nato per volontà del Capo della Polizia per monitorare e prevenire il drammatico fenomeno del malessere psicofisico tra le divise che, a volte, sfocia in situazioni drammatiche. Un appuntamento di importanza vitale, al quale il COISP ha inteso partecipare con il massimo impegno, schierando il Segretario Nazionale calabrese Gianfranco Morabito il quale interviene con una presa di posizione in merito alle modalità organizzative decise dal Questore, sollevando critiche sulla gestione di una materia così sensibile, che tocca da vicino la vita e la salute dei poliziotti.

"Trovo deplorevole – afferma Morabito - che il Questore abbia deciso di non presenziare in prima persona a questo tavolo, delegando la Presidenza al Signor Vicario, quantomeno per un primo passaggio introduttivo". "Evidentemente, il Questore Linares non ritiene di dover dare la giusta importanza a un fenomeno complesso e delicato come quello del disagio tra i propri dipendenti. Peraltro – continua il Segretario Nazionale Morabito -, la struttura del tavolo provinciale, anche se solo in prima convocazione, è incompleta poiché esclude realtà operative e amministrative fondamentali. In primis la dirigenza del Commissariato di Lamezia Terme, ufficio distaccato operante in un territorio fortemente complesso e da dove giungono segnali sull’esistenza di situazioni di disagio tra il personale sia rispetto all’andamento generale dell’ufficio e sia in relazione all’esigenza di una ottimizzazione delle risorse in campo, della rivisitazione dei carichi di lavoro e competenze in capo ai vari settori. Peraltro, lasciando fuori dal tavolo tale Ufficio, si va ad ignorare le eventuali criticità specifiche di chi lavora lontano dalla sede centrale e le cui problematiche vengono recepite con maggiori difficoltà. Anche l’assenza del responsabile dell'Ufficio Amministrativo Contabile è grave poiché "il disagio economico è spesso la miccia di crisi personali profonde. Escludere chi ha la visione collettiva dello stato economico dei dipendenti è un errore di valutazione inscusabile." Inoltre, sarebbe stata indispensabile la presenza del dirigente dell'U.P.G.S.P. che rappresenta il cuore pulsante della sicurezza dato che – sostiene Morabito - "i colleghi delle Volanti affrontano lo stress di turni continuativi e l'impatto frontale con le asperità della società attuale oltre al forte impatto causato dal contesto ove operano, ossia tutte situazioni connesse con la violenza di strada ed il degrado urbano che ne consegue. Non avere il loro Dirigente al tavolo significa non voler guardare in faccia la realtà operativa più dura."

Nondimeno anche registrare l’assenza di delegati delle Specialità (Stradale, Ferroviaria e Frontiera) è un modo per considerarli come dei corpi estranei. In tal modo si palesa una visione frammentata e parziale della Polizia sul territorio." Nonostante ciò, a dimostrazione del voler sempre mantenere uno spirito critico ma costruttivo, durante i lavori abbiamo avanzato una serie di proposte – in gran parte condivise dai delegati dei sindacati presenti (Sap e Siulp) – mirate a far emergere gli eventuali segnali di sofferenza e le situazioni di disagio sui luoghi di lavoro”. Questo – sostiene Morabito – perché si è condivisa la tesi in base alla quale "il monitoraggio preventivo e la formazione sono le uniche armi in possesso per raccogliere le difficoltà sin dai sintomi iniziali". 

In conclusione – dichiara il Segretario Nazionale Gianfranco Morabito – “il disagio non si cura con le circolari, ma con l'ascolto, la vicinanza e una profonda conoscenza delle dinamiche operative e umane. In ciò è quindi necessario evitare la sottovalutazione di un fenomeno che continua a creare non poche difficoltà tra le nostre fila". Ecco perché abbiamo richiesto che già dalla prossima convocazione del tavolo provinciale si proceda a far intervenire ed a coinvolgere altre articolazioni, affinché il tavolo diventi un reale presidio di tutela per ogni singola divisa operante nella provincia di Catanzaro.

 

   

 


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