Tensioni Urbane, a Gimigliano l’arte informale riaccende il cuore del quartiere Buda

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  18 aprile 2026 18:33

Il borgo di Gimigliano si conferma laboratorio a cielo aperto di cittadinanza attiva. Nel cuore del quartiere Buda, prende vita un’opera che segna un punto di svolta nel percorso di rigenerazione urbana intrapreso dalla comunità locale: un progetto interamente autofinanziato e autogestito, che trasforma il tessuto urbano in un’esperienza estetica collettiva.

L'opera, intitolata "Tensioni Urbane", è il frutto del talento creativo dell'artista Anna Rita Aprile, con la direzione artistica di Arcangelo Pugliese. Un intervento che non si limita a decorare, ma "abita" lo spazio pubblico con una forza espressiva dirompente.

L'opera si distingue per una tecnica complessa e stratificata: un collage su muro che sfida la percezione visiva tradizionale. Anna Rita Aprile ha utilizzato un mix materico di grande impatto: vernici acriliche che richiamano la vivacità cromatica e la simbologia onirica di Joan Miró, elementi a rilievo in corda e metallo, che creano tridimensionalità e tensione fisica e Colla cementizia, utilizzata come legante strutturale e poetico tra l'opera e l'architettura del borgo.

Lo stile si rifà ai canoni dell'arte informale, dove il gesto artistico è libero e istintivo, capace di comunicare eleganza e modernità pur restando incastonato tra le mura storiche di Gimigliano.

L’artista ha operato in una condizione ideale: la comunità e la direzione artistica le hanno consegnato il muro garantendo la massima libertà di intervento. Questa fiducia si riflette nel risultato finale, giudicato dai visitatori e dai residenti come "stupendo" per la raffinatezza dei giochi cromatici.

"Chi si ferma ad ammirare 'Tensioni Urbane' ne resta incantato," raccontano i promotori del progetto. "L'eleganza espressiva dell'opera dimostra che la rigenerazione urbana non passa solo dal recupero fisico degli spazi, ma dalla loro riattivazione emotiva."

Il quartiere Buda di Gimigliano diventa così un modello di come i piccoli centri della provincia catanzarese possano rinascere attraverso la cultura e l'autodeterminazione, trasformando un vicolo in una galleria d'arte permanente che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.


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