Tentato omicidio a Catanzaro, la vittima stava prendendo i figli a casa del suocero che gli ha sparato

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Roberto Sarlo e Roberta Stasi in una foto pubblicata su facebook
  29 dicembre 2021 14:23

di STEFANIA PAPALEO

Insieme da diversi anni, in crisi da pochi mesi. Una relazione finita. Forse no. In ogni caso la coppia conduceva ormai vite separate. E spesso i figli trascorrevano il pomeriggio dai nonni. Proprio come ieri, quando lui, il trentaquattrenne di Soverato Roberto Sarlo, intorno alle 18,40 aveva raggiunto l'abitazione nei pressi di Parco dei Principi per riprenderli con sè.

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Ma è proprio al suo arrivo che accade qualcosa. Con quel colpo di pistola che lo raggiunge tra il collo e la mandibola, facendolo finire a terra in una pozza di sangue. A sparare il padre della sua ex compagna, il settantenne di Catanzaro Giuseppe Stasi, arrestato qualche ora dopo dai poliziotti della Squadra Mobile di Catanzaro, alla guida di Fabio Catalano.

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L'uomo si trova nel carcere di Siano, in attesa di essere interrogato dal magistrato, alla presenza del suo difensore di fiducia, l'avvocato Gianni Russano, mentre il giovane ferito è ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Solo più tardi, dunque, si potranno conoscere con certezza i motivi che hanno armato la mano di Stasi, qualora quest'ultimo dovesse rispondere alle domande del magistrato, che ha fin da subito spedito i poliziotti a perquisire l'abitazione in cerca di indizi e ad ascoltare tutte le "persone informate sui fatti".

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Resta da capire, in particolare, se l'aggressione è scattata al culmine di un litigio o se fosse premeditata, con l'anziano uomo armato e in attesa davanti al cancello di casa. Anche le dichiarazioni della figlia potrebbero in qualche modo aiutare le indagini a far luce sul presunto movente del tentato omicidio.

A dare l'allarme è stata una telefonata al 113 da parte di una persona che diceva di aver rinvenuto, in Via Giuseppe Rito del quartiere Santa Maria, un individuo a terra, ferito da colpi d’arma da fuoco. Da lì il primo intervento di due Volanti dell’U.P.G.S.P., che, all’arrivo, proprio davanti al cancello di colore verde, che consente l’accesso alla proprietà ubicata in un vicino agro, trovavano l'uomo a terra, copiosamente sanguinante, in prossimità di un’autovettura, chiaramente attinto al volto da colpi d’arma da fuoco.

Nonostante l’abbondante fuoriuscita di sangue dalla gola, gli Agenti delle Volanti riuscivano ad acquisire dalla vittima, poco prima che questa venisse soccorsa da personale del 118 e trasportata all’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, determinanti indicazioni sull’autore del delitto, individuato nell’ex suocero, e sul movente, probabilmente legato alla fine della relazione con la figlia dell’uomo.

L’uomo ferito era riverso a terra accanto alla sua autovettura ancora con il motore acceso e lo sportello lato conducente aperto, ferma in prossimità del cancello verde che consente l’accesso all’abitazione dei genitori della sua ex convivente, dove la vittima si stava recando per prelevare i due figli minori.

I poliziotti dell’U.P.G.S.P., a cui nel frattempo si aggiungevano quelli della Squadra Mobile, si recavano all’interno dell’abitazione dove si trovava il padre dell'ex convivente, insieme alla moglie e ai due nipotini e che, in maniera plateale ma inverosimile, asseriva di non sapere cosa fosse successo davanti alla sua abitazione, salvo i poliziotti rinvenire, in mezzo alla vegetazione, un borsello nel quale erano occultatati una pistola semiautomatica P-38 calibro 9 parabellum, con matricola abrasa, con, inserito all’interno, un caricatore con 4 cartucce dello stesso calibro, ed un secondo caricatore con 6 cartucce, oltre a una bustina con nr. 9 cartucce e a un’unica cartuccia, esterna alla busta, tutte dello stesso calibro, e  un paio di guanti in lattice. Contemporaneamente, in prossimità dell’auto della vittima, veniva rinvenuto un bossolo calibro 9x19 luger e, a circa 20 metri di distanza, un’ogiva, verosimilmente correlata allo stesso bossolo.

Le dichiarazioni raccolte tra le "persone informate sui fatti" hanno fatto il resto, confermando un conflittuale e violento rapporto personale insistente tra i due ex conviventi, conflittualità che era giunta in Tribunale, dove i giudici, proprio nella giornata di ieri, si sono pronunciati in senso sfavorevole alla donna. Da lì il forte rancore covato dall'anziano nei confronti dell’ex convivente della figlia e la decisione di sparargli. Quindi, l'arresto in quasi flagranza per i reati di tentato omicidio, porto abusivo di arma, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione.

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