
In una conversazione con la fidanzata, captata dalle microspie installate dagli inquirenti, Cosco avrebbe fatto dichiarazioni che per gli inquirenti valgono come una confessione
13 gennaio 2026 17:27Sono Pasquale Pio Cosco, di 26 anni, e Raffaele Antonio Avallini, di 23, entrambi crotonesi, i due giovani arrestati questa mattina dagli investigatori della squadra mobile della questura di Crotone con l’accusa di concorso del tentato omicidio di Rosario Nocera, il 34enne salernitano rimasto ferito da quattro colpi di pistola calibro 7,65 che lo raggiunsero alle gambe e all’addome nella serata dell’8 novembre scorso in un quartiere alla periferia della città.
I due giovani sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere su disposizione del gip Assunta Palumbo in accoglimento della richiesta del sostituto procuratore Matteo Staccini che ha coordinato le indagini della Mobile. Per la stessa vicenda sono indagate a piede libero altre sei persone, quattro con l’accusa di favoreggiamento personale e due per droga.
Proprio il traffico di droga è alla base del fatto di sangue del novembre scorso: l’ipotesi è che Nocera fosse un corriere che, partendo dalla Campania, riforniva il mercato crotonese, come confermerebbero anche precedenti indagini e l’arresto di trafficanti provenienti dal napoletano. La stessa vittima fu arrestata la sera stessa dell’agguato dalla Polizia che, perquisendo l’autovettura con la quale era arrivato in città, rinvennero 4,7 chilogrammi di hashish. Così come i due giovani arrestati sono già noti per precedenti legati allo spaccio di stupefacenti. Controllando dai filmati della videosorveglianza gli spostamenti che l’auto di Nocera aveva fatto in città l’8 novembre scorso, gli investigatori si sono accorti che c’era un’altra vettura che ne seguiva tutti i movimenti.
Dai controlli è emerso che l’auto era stata presa a noleggio da uno dei due indagati. Il resto lo hanno fatto le indagini ‘vecchio stampo’, come è stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il questore Renato Panvino, il capo della mobile Costantino Belvedere e il vice dirigente Domenico Quaranta. Le intercettazioni telefoniche e ambientali si sono rivelate fondamentali per smontare gli alibi che i due giovani avevano tentato di costruirsi già dal giorno successivo alla sparatoria. Proprio in una conversazione con la fidanzata, captata dalle microspie installate dagli inquirenti, Cosco avrebbe fatto dichiarazioni che per gli inquirenti valgono come una confessione, di fatto ammettendo di essere stato lui a sparare contro Nocera, probabilmente a conclusione di una trattativa per la cessione della droga poi degenerata.
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