Tiriolo, gli allievi della Scuola di Teatro “Enzo Corea” presentano il saggio finale 'Oltremare'

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Foto di gruppo (ph Romana Monteverde)
  25 giugno 2024 16:03

Come si fa a spiegare il mare a chi non l’ha mai visto? Per quanto si provi, non è possibile descrivere a parole il suo suono, l’odore, le sfumature di blu e verde a seconda del tempo, il suo sapore, le emozioni che si provano al suo cospetto, quando le sue onde sono calme e suadenti o alte e ruggenti”. Comincia così il saggio finale dei 30 allievi della Scuola di Teatro “Enzo Corea”, sede di Tiriolo. Lo spettacolo, tenutosi sabato 22 giugno alle 20:30 presso il Teatro Comunale di Catanzaro, sotto la direzione artistica di Salvatore Emilio Corea, ideato e diretto dal responsabile del corso Pasquale Rogato, in collaborazione con il polo Museale di “Tirioloantica” - Comunità Cooperativa “Scherìa” e il patrocinio del Comune di Tiriolo, ha avuto come fil rouge proprio il mare, quell’elemento che da sempre evoca nell’essere umano un fascino ambiguo e irresistibile: l’anelito di libertà e avventura misto a paura dell’ignoto e della sua furia implacabile.

Il mare è vita, ma è anche morte, e spesso questo dipende dal chi o dal dove lo si guardi. È nutrimento per gli uomini che, ingrati, lo sfruttano e lo inquinano senza rispetto, è libertà e spensieratezza, è sopravvivenza, ed è anche la spinta necessaria al volo non solo degli uccelli, ma anche a quello dell’anima, che deve trovare il coraggio di fare il grande salto, quello che permette di trovare la felicità, essendo sé stessi e seguendo la propria natura. Tutti valori questi rappresentati nella “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Sepulveda, messo in scena con entusiasmo e professionalità dai più piccoli allievi tiriolesi di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

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Ma il mare per molti è paura, limite, ostacolo. Per chi non ha la fortuna di superarlo è tradimento di speranze, sogno che s’infrange, che diventa incubo nero, tomba liquida e anonima. Per chi riesce ad arrivare è comunque un’esperienza che segna per sempre, perché dietro di lui si lasciano lutti, lontananze, rimpianti, famiglia. È un prima e un dopo. E il più delle volte è la porta d’ingresso ad un’esistenza di sfruttamento nei campi di lavoro, di diritti negati, di soprusi, di violenze senza voce, di ulteriori sofferenze sotto un cielo straniero. Temi forti, interpretati dal gruppo degli adulti della Scuola, che hanno scosso le coscienze e hanno dato voce a tutte quelle donne, uomini e soprattutto bambini che, magari dopo aver visto per la prima volta il mare, perdono la vita nei naufragi verso le nostre coste; o una volta giunti salvi, vivono ai margini della società, invisibili fino a quando non saltano agli onori della cronaca.

Il secondo atto dello spettacolo ha visto protagonisti il gruppo dei ragazzi e degli adulti che hanno interpretato una rivisitazione de “La tempesta” di Shakespeare. Si sono toccati quindi temi quali la cupidigia, il tradimento e la sete di potere, in nome dei quali vengono commessi terribili crimini anche contro il proprio sangue. Ma l’epilogo in chiave positiva, dove il perdono, la clemenza e il sincero pentimento prevalgono sulla sete di vendetta, ha chiuso la rappresentazione con l’animo risollevato dalla speranza e dalla consapevolezza che il bene lotta, resiste, non cede mai ed alla fine dei giochi ha sempre la meglio sul male.

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Grande soddisfazione da parte di tutti è stata espressa nei ringraziamenti finali del regista Pasquale Rogato, anche perché, per molti degli attori, questo spettacolo ha rappresentato la prima esperienza su un vero palcoscenico e davanti ad un folto pubblico, rimasto anche questo stupito e toccato dalle interpretazioni e soprattutto dai temi trattati. Una bellissima realtà quella della Scuola di Teatro “Enzo Corea” che, insieme ai suoi partner, inorgoglisce e arricchisce culturalmente e umanamente tutta la comunità di Tiriolo, fornendo un grande contributo al miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti.

Un ringraziamento particolare va, dunque, all’amministrazione Comunale di Tiriolo che la supporta da diverso tempo, nella convinzione che la crescita di una comunità passi anche dal teatro, quale potente mezzo per creare, emozionare e unire le persone, e non per ultimo a tutto il cast dei trenta interpreti:

ROBERTO BIANCOROSSO - IRENE DE SANTIS - MANUEL GERACE - DANIELE GRASSI - DAVIDE GENOVESE - ELENA CRITELLI - GIUSEPPE GUZZO - GAIA CRITELLI - GRACE GIGLIOTTI - SORAYA MESSANGA - ALESSANDRO PALAIA - AURORA PERRI - MARIAFRANCESCA SCOZZAFAVA - GIULIA D’ALTA - COSTANZA LUBELLO - ELISA CAIOLA - CONCETTA TORCHIA - ANDREA BIAMONTE - ANTONIO ROTELLA - CLAUDIA VERGATA - GIULIA GRECO - MARTINO CRITELLI -  MARIO ROTELLA - NATASHIA DE SIO - CRISTINA GAGLIARDI - MARIA MANGIACASALE - MARIA GRAZIA CONCOLINO - LAURA CERMINARA - LUIGI GUZZO

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