
Una pluriclasse che accorpa prima, seconda e terza elementare e la richiesta di un intervento urgente da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale. È la situazione denunciata da un gruppo di genitori degli alunni della scuola primaria di Pratora, frazione del Comune di Tiriolo, preoccupati per l’organizzazione del prossimo anno scolastico.
Secondo quanto riferito dai genitori, la dirigenza scolastica avrebbe comunicato l’istituzione, per l’anno scolastico ormai alle porte, di una pluriclasse composta dagli alunni delle prime tre classi della scuola primaria. Una scelta che ha suscitato forte preoccupazione tra le famiglie, che chiedono al Provveditorato, ovvero all’Ufficio Scolastico Provinciale di Catanzaro, di intervenire per verificare la situazione e valutare l’assegnazione dell’organico necessario a consentire lo sdoppiamento delle classi.
Al centro della protesta c’è innanzitutto la preoccupazione per le conseguenze che una simile organizzazione potrebbe avere sul percorso didattico degli alunni. “Un unico docente non può gestire contemporaneamente i programmi ministeriali di tre fasce d’età così distanti e cruciali”, sostengono i genitori, evidenziando in particolare le esigenze degli alunni che si apprestano ad affrontare il primo anno della scuola primaria.
Proprio l’alfabetizzazione rappresenta, secondo le famiglie, uno degli aspetti più delicati. La prima classe richiede infatti un’attenzione specifica e costante nell’apprendimento della lettura, della scrittura e delle competenze di base. “Frammentare il tempo del docente significa penalizzare l’apprendimento di base”, affermano i genitori, che chiedono che le esigenze organizzative non finiscano per incidere sulla qualità dell’offerta formativa.
La protesta investe più in generale il tema del diritto allo studio nelle aree periferiche. Per le famiglie, infatti, la presenza di una scuola nella frazione rappresenta un presidio fondamentale per la comunità e non può essere considerata esclusivamente attraverso il parametro dei numeri.
“La scuola pubblica non può essere gestita come un’azienda che taglia i costi sulla pelle dei bambini delle frazioni”, sostengono i genitori, chiedendo alle istituzioni scolastiche di individuare una soluzione prima dell’inizio delle lezioni.
Le famiglie richiamano inoltre la necessità di verificare il rispetto delle disposizioni previste per la formazione e la gestione delle pluriclassi, chiedendo all’Ufficio Scolastico Provinciale di valutare concretamente la situazione del plesso di Pratora e l’eventuale possibilità di intervenire sull’organico.
La preoccupazione, intanto, cresce con l’avvicinarsi dell’inizio del nuovo anno scolastico. I genitori fanno sapere di essere pronti a mobilitarsi qualora non arrivassero risposte e soluzioni ritenute adeguate. Tra le ipotesi prospettate c’è anche quella di protestare contro l’avvio delle lezioni, qualora la situazione dovesse rimanere invariata.
“Chiediamo che il Provveditorato intervenga tempestivamente per revocare il provvedimento e garantire l’assegnazione dell’organico necessario a sdoppiare le classi”, è la richiesta delle famiglie, che auspicano un confronto con le istituzioni scolastiche e territoriali.
La vicenda riguarda una realtà scolastica di una frazione, ma per i genitori pone una questione più ampia: come garantire la qualità dell’istruzione anche nei centri più piccoli e nelle aree periferiche, evitando che la riduzione degli alunni si traduca automaticamente in un ridimensionamento dell’offerta.
Le famiglie di Pratora chiedono ora risposte prima dell’inizio dell’anno scolastico e si dicono disponibili a fornire ulteriori elementi sulla situazione e a confrontarsi con gli organi competenti.
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