Tirocinanti calabresi, Cisal: “Strada tracciata ma occorre approccio globale per evitare disparità” 

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Gianluca Persico
  12 agosto 2021 08:21


“Condividiamo, nel metodo e nella perseveranza, i passaggi fatti dall’assessore al Lavoro, Fausto Orsomarso, che hanno portato ad una fattibile contrattualizzazione dei tirocinanti ministeriali della Giustizia, del Miur e del Mibac, tuttavia, nell’incontro dei giorni scorsi, abbiamo ribadito la necessità di non allentare l'attenzione sul gruppo dei circa 4670 lavoratori che appartengono ai tirocini di inclusione sociale (TIS), su cui, oggettivamente, si può e si deve poter ambire, alla luce della proficua interlocuzione avviata con il Governo, ad una contrattualizzazione al pari dei colleghi che provengono dai tirocini ministeriali”. Lo ha detto Gianluca Persico della segreteria regionale della Cisal commentando la notizia dell’inserimento, nel decreto Sostegni bis, di uno stanziamento complessivo di 60 milioni per le annualità 2021 e 2022, al fine di sostenere l’indizione di procedure selettive dedicate ai tirocinanti dei ministeri della Giustizia, dei Beni culturali e dell’Istruzione, oltre a risorse per altri 25 milioni, per sostenere il rinnovo dei tirocini di inclusione sociale.

“Le proposte da mettere in campo ci sono - ha proseguito Persico - occorre un approccio globale al problema di emergenza sociale. Come Cisal siamo e saremo presenti, daremo il nostro contributo per evitare che ci siano disparità di trattamento. Rimane da chiudere una stagione che ha prodotto tanta insicurezza in moltissime famiglie calabresi, quel precariato istituzionalizzato dai diritti negati composto dai circa 286 impiegati di Azienda Calabria Lavoro, a supporto dei dipartimenti regionali, ancora oggi privi di uno status giuridico definitivo, con una posizione contributiva irregolare ma fondamentali per la Regione. Ci riferiamo ai precari ex L.R. 15/2008 su cui ancora non si intravede un futuro e soprattutto agli ex L.R. 12/2014 su cui il Consiglio Regionale aveva preso un impegno sostenuto da tutte le forze politiche per 208 famiglie ma ancora ad oggi disatteso”.

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