Toghe Lucane bis, ridotta a un anno e cinque mesi la condanna all’ex pg di Potenza Gaetano Bonomi

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La Corte d' Appello di Catanzaro e sede della Procura di Catanzaro
  26 febbraio 2021 13:31

di EDOARDO CORASANITI


Una condanna ridotta a un anno e cinque mesi e due non doversi procedere per prescrizione.

E’ l’esito in Appello di “Toghe Lucane bis”, processo nato da alcune denunce anonime con cui si calunniava il pm Henry John Woodcock, all’epoca dei fatti in servizio a Potenza. 

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Per competenza il fascicolo era nel distretto di Catanzaro. Oggi la sentenza dalla Corte d’Appello  (presidente Caterina Capitò, a latere Maria Rosaria di Girolamo, Angelina Silvestri. Cancelliere: Giuseppe Femia) dopo la prima decisione del Tribunale a ottobre 2017: l’ex sostituto procuratore generale di Potenza, Gaetano Bonomi, è stato condannato a un anno e cinque mesi con le accuse di corruzione e rivelazione del segreto istruttorio.   La sentenza non verrà menzionata nel casellario giudiziale. Motivazioni tra 90 giorni. 
Ad ottobre del 2017 i giudici di primo grado lo avevano condannato a un anno e 8 mesi per le ipotesi. 

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I due presunti reati erano differenti dall’impianto  accusatorio originario da cui l’ex sostituto pg di Potenza è stato assolto con formula piena. 

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Prescrizione invece per l’imprenditore Ugo Barchiesi, accusato di corruzione, che in primo grado era stato condannato a un anno e 4 mesi.

Stessa sorte per l’ex agente del Sisde Nicola Cervone: era stato assolto dai magistrati del Tribunale. 

L’ipotesi dell’accusa era l’esistenza, a Potenza, di un’associazione segreta che, grazie all’acquisizione di notizie riservate su inchieste in corso, intendeva “evitare, indirizzare o bloccare lo svolgimento delle indagini nei confronti di soggetti appartenenti all’avvocatura, all’imprenditoria ed alla politica lucana, nonché ad altri apparati istituzionali tra i quali l’Arma dei carabinieri”. In primo grado però il castello accusatorio è stato demolito: due condanne e otto assoluzioni. 

Tra i coinvolti e assolti a ottobre del 2017: Modestino Roca (all’epoca dei fatti sostituto procuratore generale di Potenza); l’allora pm di Potenza Claudia De Luca; il maresciallo della Guardia di Finanza Angelo Morello; l’ex agente del Sisde Nicola Cervone; i carabinieri Antonio Cristiano e Consolato Tino Roma; l’autista della Procura generale di Potenza Marco D’Andrea e l’ispettore di polizia Leonardo Campagna.

 

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