Comune Torre di Ruggiero “AI compliance”: una policy per regolare l’intelligenza artificiale negli uffici

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  07 agosto 2026 21:15

Un quadro organico di regole per l’utilizzo degli strumenti di IA da parte dei dipendenti. Dati, sicurezza, trasparenza, controllo umano e formazione al centro del documento. Una scelta ancora rara tra gli enti locali italiani e pienamente inserita nel nuovo scenario europeo dell’AI Act

 

Non vietare l’intelligenza artificiale, ma imparare a governarla. È questa la strada scelta dal Comune di Torre di Ruggiero, che sta preparando una specifica policy per l’utilizzo responsabile dell’IA negli uffici comunali, compiendo un passo significativo verso quella che può essere definita una vera e propria “AI compliance” della Pubblica amministrazione locale.

Il documento, nella sua versione attuale, è uno schema tecnico-organizzativo destinato a disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale negli uffici. Prima dell’approvazione definitiva dovrà essere coordinato con l’organizzazione dell’Ente e sottoposto, per i rispettivi profili di competenza, al Segretario comunale, al Responsabile per la transizione digitale, al Responsabile della protezione dei dati e ai Responsabili di Area.

L’obiettivo è semplice ma tutt’altro che secondario: stabilire in anticipo cosa si può fare con l’IA, con quali strumenti, quali dati possono essere utilizzati, chi è responsabile dei risultati e quali impieghi devono invece essere vietati o sottoposti a particolari controlli.

La policy parte infatti dal riconoscimento delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale – riduzione delle attività ripetitive, supporto all’analisi delle informazioni, maggiore accessibilità ed efficienza amministrativa – senza trascurare i rischi: errori, opacità, discriminazioni, esposizione dei dati, vulnerabilità informatiche e delega impropria delle responsabilità. Il principio cardine fissato dal documento è netto: l’IA può assistere l’amministrazione, ma non può sostituire il giudizio e il potere decisionale della persona competente.

Dagli strumenti autorizzati alla protezione dei dati

Non si tratta, dunque, di una dichiarazione di principio. La policy entra concretamente nell'organizzazione quotidiana degli uffici.

Per le attività comunali potranno essere utilizzati soltanto sistemi e funzionalità preventivamente autorizzati. Tra gli impieghi ordinariamente consentiti figurano, ad esempio, la predisposizione di bozze e sintesi di testi non riservati, la correzione linguistica, la traduzione, la semplificazione delle comunicazioni, il supporto alla ricerca su fonti pubbliche e la produzione di materiali informativi, sempre con una verifica umana finale.

Molto rigorosa la parte relativa ai divieti. L’intelligenza artificiale non potrà assumere autonomamente decisioni amministrative, né potranno essere utilizzati output non verificati in atti, graduatorie, sanzioni, istruttorie o comunicazioni ufficiali. Vietato anche inserire in chatbot pubblici o sistemi non autorizzati dati personali, giudiziari, informazioni relative a minori, servizi sociali, tributi, personale, contenziosi o procedimenti in corso.

Una regola pratica contenuta nel documento riassume efficacemente l'approccio: un documento che non potrebbe essere pubblicato integralmente sul sito istituzionale non dovrebbe essere incollato in un chatbot pubblico.

Previsti anche un registro dei sistemi di IA utilizzati dall'Ente, procedure di autorizzazione preventiva, monitoraggio degli incidenti, controlli sulla sicurezza e specifiche attività di alfabetizzazione e formazione del personale.

Una scelta ancora rara tra i Comuni italiani

Il passaggio di Torre di Ruggiero assume particolare rilievo perché esperienze formalizzate di questo tipo risultano ancora molto limitate tra i Comuni italiani. Non esiste al momento un censimento nazionale completo delle policy comunali sull’IA, ma tra i casi pubblicamente documentati figurano realtà come Isola d’Asti, Montabone, San Marzano Oliveto e Pineto, quest’ultimo indicato come uno dei Comuni pionieri a livello nazionale.

Eppure il quadro normativo europeo ha ormai superato la fase delle dichiarazioni di intenti. Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, prevede infatti come data generale di applicazione il 2 agosto 2026, pur con alcune disposizioni già operative in precedenza e altre destinate ad applicarsi successivamente.

Per le pubbliche amministrazioni questo significa che utilizzare strumenti di intelligenza artificiale non può più essere considerato semplicemente un fatto individuale lasciato alla discrezione del singolo dipendente. Occorre sapere quali strumenti entrano negli uffici, per quali finalità vengono utilizzati, quali dati ricevono e soprattutto chi conserva la responsabilità delle decisioni.

È proprio questo il senso della scelta avviata a Torre di Ruggiero: trasformare l’innovazione tecnologica da pratica occasionale a processo organizzato, controllabile e trasparente.

Una direzione che il sindaco Vito Roti può sintetizzare così: «L’innovazione è un’opportunità se viene accompagnata da regole chiare, responsabilità e consapevolezza. Torre di Ruggiero, che è anche sede dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, ha scelto da tempo di prestare particolare attenzione alle trasformazioni prodotte dall’IA. Questa policy rappresenta quindi un ulteriore passo coerente con il percorso intrapreso: vogliamo utilizzare le nuove tecnologie al servizio degli uffici e dei cittadini, mantenendo sempre al centro la responsabilità umana, la trasparenza, la tutela dei dati e la sicurezza».

La sfida, insomma, non è decidere se la Pubblica amministrazione utilizzerà o meno l’intelligenza artificiale. È decidere come utilizzarla, con quali garanzie e sotto quale responsabilità. Torre di Ruggiero ha scelto di affrontare la questione prima che siano gli strumenti, e non le regole, a dettare il cambiamento.