
di CATERINA MURACA
Restituire valore alla memoria storica di Catanzaro attraverso i suoi luoghi, i suoi santi e le testimonianze che ne hanno costruito l’identità. È questo il filo conduttore di “Luoghi e Santi di Catanzaro. Memorie di pietra e cielo”, il volume presentato venerdì 16 ottobre alla Libreria Coriolano, in corso Mazzini, un’occasione per riscoprire il patrimonio storico, artistico e culturale della città attraverso un percorso che intreccia storia, spiritualità e linguaggio visivo.
Curato da Francesco Cuteri ed Elena Di Fede, il libro propone un itinerario dedicato a dodici luoghi e dodici santi legati alla storia di Catanzaro, riportando l’attenzione su spazi e figure che appartengono alla memoria collettiva della comunità. Un patrimonio che non si esaurisce nelle architetture, nelle opere d’arte o nelle testimonianze religiose, ma custodisce racconti, tradizioni e vicende che hanno contribuito a definire nel tempo il volto della città.
A rendere particolare il progetto è il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che hanno realizzato personalmente i disegni inseriti nel volume. Le illustrazioni accompagnano il lettore alla scoperta dei luoghi e dei santi, offrendo una chiave di lettura visiva capace di affiancare la ricostruzione storica e di avvicinare anche un pubblico più giovane alla conoscenza delle radici cittadine.
Accanto alle immagini, il libro raccoglie note e testi dedicati alla storia dei singoli luoghi e delle figure sacre, per ricostruirne le vicende e chiarirne il significato nel contesto cittadino. Il risultato è un percorso che mette in dialogo la dimensione artistica con quella della ricerca, trasformando le pagine in uno strumento di conoscenza e valorizzazione del territorio.
Il progetto assume così anche un importante valore formativo: gli studenti non sono semplici destinatari di un percorso didattico, ma partecipano attivamente alla costruzione di un racconto collettivo. Attraverso il disegno e l'interpretazione visiva, contribuiscono a rendere accessibili memorie che rischiano di rimanere poco conosciute, soprattutto dalle nuove generazioni.
A confrontarsi sui contenuti e sul valore dell’iniziativa, nel corso dell’incontro, sono stati Raffaele Nisticò, giornalista, e Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, insieme ai curatori Francesco Cuteri ed Elena Di Fede. La presentazione ha rappresentato un momento di approfondimento sul rapporto tra patrimonio culturale, ricerca e formazione artistica, mettendo al centro la necessità di custodire e trasmettere la storia locale attraverso strumenti capaci di parlare al presente.
Il titolo stesso, “Memorie di pietra e cielo”, richiama le due dimensioni che attraversano l’opera: da una parte la materialità dei luoghi, delle chiese e delle testimonianze architettoniche; dall’altra la spiritualità legata ai santi e alle tradizioni religiose che hanno accompagnato la vita della comunità.
In questo intreccio, Catanzaro diventa protagonista di un racconto che invita a guardare la città con occhi nuovi, riconoscendo nei suoi spazi non soltanto elementi del paesaggio urbano, ma tracce vive di una storia condivisa. Un modo per rafforzare il legame con le proprie radici e promuovere una maggiore consapevolezza del patrimonio locale.
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