Un’alba di fine estate che doveva profumare di vacanza e spensieratezza si è trasformata, nel giro di un istante, in un incubo senza ritorno. Sulla statale 682 Jonio-Tirreno, il nastro d’asfalto che taglia in due la provincia di Reggio Calabria, il destino ha spezzato l'esistenza di un’intera famiglia, travolgendo la tranquillità di una comunità sotto il peso di un dolore inimmaginabile.
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Le vittime di questo tragico scontro sono Vincenzo Loccisano, 53 anni, e le sue due giovani figlie, Maria Sophie e Grace Fatima, rispettivamente di appena 14 e 8 anni. Una vita spezzata a metà per il padre e due esistenze ancora tutte da scrivere per le due ragazzine, inghiottite nel buio di un impatto che non ha lasciato loro scampo. A sopravvivere al massacro è stata solo la madre, Morena Femia, attualmente aggrappata alla vita nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Polistena, dove è stata trasportata d'urgenza in codice rosso.
La famiglia Loccisano era profondamente radicata nel territorio reggino. Originari della costa jonica, risiedevano a Prisdarello, una tranquilla frazione del comune di Gioiosa Ionica. Un piccolo borgo dove tutti si conoscono e dove la notizia si è diffusa rapidamente, lasciando gli abitanti nello sconforto e nel silenzio. Vincenzo era un uomo stimato, un padre dedito alla famiglia che, come tanti, aveva organizzato le prime ore del mattino per mettersi al volante e regalare ai suoi cari qualche giorno di riposo.
Con lui in auto c'erano le sue principesse: Maria Sophie, 14 anni, alle soglie dell'adolescenza, con i sogni e i progetti tipici della sua età, e la piccola Grace Fatima, di soli 8 anni. Due sorelle unite nel gioco e nella vita, la cui quotidianità si è fermata per sempre alle 6:00 del mattino, al chilometro 3,200 della statale, lungo la carreggiata in direzione Rosarno.
La dinamica dello scontro con un camion — un impatto frontale di violenza inaudita — è ancora al vaglio dei Carabinieri e della Polizia Stradale, giunti sul posto per i rilievi. Ma al di là degli accertamenti tecnici, resta il dramma umano di una madre che, se riuscirà a vincere la sua battaglia in ospedale, si risveglierà di fronte a un vuoto incolmabile: la perdita simultanea del compagno di vita e di entrambe le sue figlie.