Trent'anni della Dia, a Catanzaro l'incontro con studenti, militari e magistrati su 'ndrangheta e sanità

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Da sinistra: Alterio, Capomolla, Bellini, Longo, Carra
  01 febbraio 2022 17:09

"Il vero vantaggio che si offre alla 'ndrangheta è quello delle amministrazioni pubbliche che non riescono a offrire servizi efficienti. La 'ndrangheta si radica laddove tutto viene abbandonato a se stesso". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo al convegno sul tema "Holding 'ndrangheta: l'affare sanità" che si è svolto oggi a Catanzaro, nel palazzo del tribunale, nell'ambito delle iniziative promosse per i trenta anni della Direzione Investigativa Antimafia che hanno fatto tappa nel capoluogo calabrese. Collegandosi al tema del convegno, Occhiuto, che è anche commissario della sanità, ha aggiunto: "Durante il commissariamento della sanità, lo Stato ha abbandonato la Calabria. Un commissariamento arrivato perché la politica tutta aveva fatto disastri - ha aggiunto - ma il governo ha mandato i "Operare in perfetta sinergia tra le forze di polizia; fare controlli approfonditi in materia di appalti, forniture ospedaliere sulle ditte che si presentano e che presentano i loro profili e continuare a seguire il buon andamento della pubblica amministrazione secondo criteri di economicità, efficacia ed efficienza". Sono questi gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine per contrastare i presumibili tentativi della criminalità organizzata di infiltrarsi nella gestione dei fondi del Pnrr destinati alla sanità.

A sottolinearlo è stato il generale Paolo Carra, comandante dei carabinieri Tutela della salute, intervenuto a Catanzaro al convegno "Holding 'ndrangheta: l'affare sanità", organizzato nell'ambito delle iniziative promosse per il trentennale della nascita della Direzione investigativa antimafia. Il convegno è stato moderato dalla giornalista Rai Claudia Bellieni. Dopo i saluti del direttore della Dia Maurizio Vallone e delle autorità, tra le quali il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, secondo il quale "la politica ha il compito di prevenire la magistratura, cui spetta solo il compito repressivo", è intervenuto il vicedirettore tecnico operativo della Dia Nicola Altiero che ha evidenziato come la crisi pandemica ha rappresentato per le cosche "una grande opportunità con interessi sulle forniture di materiali e presìdi, ma anche con lo smaltimento. L'interesse della Dia - ha aggiunto Vallone - è adesso concentrata su come la criminalità organizzata tenterà di infiltrarsi nei fondi del Pnrr e la Dia ha suggerito alcune specifiche linee di azione".

E' stata quindi la volta dell'ex commissario alla sanità della Calabria, il prefetto Guido Longo, che ha evidenziato come "sia bello e giusto parlare di 'ndrangheta ma cosa diversa è confrontarsi con questa organizzazione criminale. E' terribile e molto pericolosa. E quando ho assunto l'incarico ne ero consapevole, conoscendola bene per avere diretto la Squadra mobile di Reggio Calabria e avere fatto il prefetto a Vibo Valentia. Nel settore della sanità - ha aggiunto Longo - uno dei problemi principali è la gestione del contenzioso, che se non trattata bene aumenta la spesa. Avevo dato una soluzione al ministero, e cioè gestire separatamente il debito pregresso dalla gestione corrente. Nelle Aziende sanitarie di Reggio e Cosenza, i bilanci mancano almeno dal 2015. Tutto ciò si combatte con gente capace che ha voglia di lavorare e non ha altri interessi. Poi ci vuole un aiuto normativo del Governo. Se siamo nella situazione attuale è perché per decenni tutti hanno sottovalutato tutto". Il procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Capomolla, intervenuto in sostituzione del procuratore Nicola Gratteri, assente per un impegno improvviso, ha sottolineato come "gli strumenti messi in campo dal legislatore contro la criminalità organizzata sono all'avanguardia in Europa e nel mondo. Le condizioni di operatività della criminalità organizzata - ha aggiunto - sono il marasma e la mollezza. E spesso negli enti territoriali l'incompetenza caratterizza la burocrazia. Inoltre, senza un atteggiamento collusivo, la criminalità organizzata non potrebbe esercitare il controllo". Accanto alla repressione, dunque, per Capomolla "ci deve essere un costante recupero delle competenze, anche con sistemi di reclutamento non clientelare". commissari e poi li ha abbandonati al loro lavoro".  

Hanno portato i saluti: il presidente del Tribunale di Catanzaro, Rodolfo Palermo, il presidente della Corte d'Appello, Domenico Introcaso, il procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio, il prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, il presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra.
Le celebrazioni dei 30 anni sono iniziate ieri con la presentazione della mostra agli organi d'informazione da parte del Direttore della Dia, Maurizio Vallone, alla presenza del Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri (GUARDA QUI L'INTERVISTA).

 

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