Tridico in Brasile: “Dal Sud Italia al G20, opportunità di sviluppo anche in Calabria ”

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  29 maggio 2026 12:05

"La missione della delegazione del Parlamento europeo in Brasile si sta rivelando estremamente importante sul piano politico e istituzionale per le ricadute concrete che temi come fiscalità internazionale, commercio globale, innovazione finanziaria e politiche industriali producono ormai direttamente anche sui nostri territori, a partire dal Sud Italia. Oggi le grandi trasformazioni economiche mondiali non restano più confinate nei vertici internazionali o nei mercati finanziari: incidono sulla vita quotidiana delle imprese, del lavoro, degli investimenti e delle opportunità di sviluppo anche in territori complessi come la Calabria". 

È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, presidente della Commissione Fisc del Parlamento europeo, impegnato a Brasília alla guida della delegazione parlamentare europea

"In questi giorni, come presidente della Commissione FISC del Parlamento europeo e alla guida della delegazione parlamentare europea impegnata a Brasília, stiamo incontrando rappresentanti del Parlamento brasiliano, del governo, dell’Agenzia delle Entrate, della Banca Centrale brasiliana, delle organizzazioni sindacali e della Confindustria brasiliana. Abbiamo avuto confronti molto utili sul dossier Mercosur, sulla digital tax e sulla proposta di tassazione globale dei grandi patrimoni che Lula ha rilanciato durante la presidenza brasiliana del G20. Parliamo di dinamiche globali che oggi incidono direttamente sulla capacità dei territori di attrarre investimenti, creare lavoro, sostenere le imprese e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Per questo anche realtà come la Calabria o il Mezzogiorno sono sempre più esposte alle grandi trasformazioni economiche e finanziarie internazionali. Nel Sud Italia il tessuto economico è fatto soprattutto di piccole e medie imprese, commercianti, professionisti e lavoratori che pagano le tasse fino all’ultimo euro, mentre grandi multinazionali digitali continuano troppo spesso a spostare profitti e a pagare aliquote minime pur facendo enormi guadagni utilizzando dati, consumi e mercati dei nostri territori.".

"Il Brasile oggi è uno dei luoghi in cui si stanno ridefinendo nuovi equilibri economici e geopolitici globali. Lula sta portando avanti una linea molto chiara per il suo Paese. Non vuole essere il partner esclusivo di una singola potenza, ma costruire relazioni multilaterali con tutto il mondo. È una visione che abbiamo visto nella guida del G20, nei negoziati sul clima durante la COP e anche nel ruolo dei BRICS. Un approccio che l’Europa guarda con interesse, soprattutto in una fase in cui le tensioni geopolitiche e le guerre commerciali stanno mostrando tutti i limiti delle dipendenze unilaterali.
L’Europa deve rafforzare la propria capacità di diversificare relazioni economiche e commerciali. I dazi e le tensioni degli ultimi anni dimostrano quanto sia necessario costruire nuovi equilibri internazionali. Con il Brasile esiste già una relazione molto forte: l’Europa è il principale investitore straniero nel Paese ed è il secondo partner commerciale dopo la Cina. Al centro della missione anche il tema della giustizia fiscale internazionale. Stiamo discutendo di come contrastare l’elusione fiscale delle multinazionali e di come tassare in modo più equo i grandi colossi digitali. Nel corso della missione abbiamo inoltre avuto un confronto con la Banca Centrale del Brasile sul sistema PIX, il modello brasiliano di pagamenti digitali istantanei che oggi rappresenta uno dei casi più avanzati al mondo di innovazione finanziaria pubblica e che viene osservato con grande attenzione anche nel dibattito europeo sull’euro digitale, sulla sovranità monetaria e sulla modernizzazione dei sistemi finanziari.
È una battaglia che riguarda anche il futuro delle aree più fragili d’Europa, come il Sud Italia, perché senza regole fiscali giuste diventa impossibile creare vera concorrenza e sostenere chi produce lavoro e sviluppo sui territori. Per questo serve un’alleanza internazionale capace di affermare regole più giuste, sia sulla tassazione dei servizi digitali sia sulla proposta di una tassa globale sui grandi patrimoni. Anche dalla Calabria deve arrivare una voce forte su questi temi: il Mezzogiorno non chiede privilegi, ma condizioni eque per competere e crescere".  


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