
Colpo di scena nel procedimento penale nato a Livorno per presunte truffe da quasi un milione di euro ed esercizio abusivo di attività finanziaria. La Seconda Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Antonio Lomonaco, annullando il sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Livorno nei confronti del broker finanziario di origini catanzaresi.
Il provvedimento cautelare reale aveva colpito somme e beni per un valore complessivo vicino al milione di euro, ritenuti dagli inquirenti collegati alle ipotesi di truffa e alla contestata violazione dell’articolo 166 del Testo Unico della Finanza, norma che disciplina l’esercizio dei servizi di investimento.
La Suprema Corte ha ritenuto fondati i motivi di ricorso della difesa, determinando la caducazione della misura cautelare che rappresentava uno dei pilastri dell’impianto accusatorio nella fase delle indagini preliminari.
L’annullamento del sequestro non chiude il processo, ma segna un passaggio decisivo nella vicenda giudiziaria, incidendo direttamente sull’assetto cautelare e sulle valutazioni operate dal giudice del riesame.
Le motivazioni, che saranno depositate nei termini di legge, chiariranno i profili giuridici che hanno portato alla decisione della Cassazione.
Il procedimento penale prosegue nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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