Università di Reggio Calabria, ecco il lato buono della Mediterranea

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università mediterranea
  16 maggio 2022 18:41

La recente inchiesta "Magnifica" ha acceso i riflettori sull'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Pubblichiamo la  riflessione del professor Enrico Agosteo e del direttore e docente del Dipartimento di Agraria dell'Ateno reggino, Mariateresa Russo, che hanno indirizzato all'Avvenire di Calabria.

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria nelle ultime settimane è stata al centro delle cronache giudiziarie, con il coinvolgimento, a diverso titolo, di personale docente e non docente e, in particolare, delle figure apicali della governance di Ateneo. La lettura giornaliera degli scampoli di cronaca giudiziaria ha innegabilmente mosso a profondo stupore ed indignazione l’opinione pubblica e, per prima, la stessa comunità accademica e degli studenti. Nell’affidare al lavoro - attento, scrupoloso ed esclusivo - della Magistratura l’espressione dei giudizi di merito, in osservanza del principio della presunzione di innocenza, dobbiamo evitare, sulla spinta dell’onda emotiva, di emettere giudizi di condanna sommari che travalichino le responsabilità soggettive, travolgendo in forma generalizzata una delle più importanti istituzioni di ricerca e formazione della Calabria.

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Vale la pena sottolineare, proprio in questo momento, che l’Università Mediterranea di Reggio Calabria è una istituzione di alto profilo scientifico nell’ambito della quale centinaia di professori e ricercatori, senior e junior, con l’indispensabile supporto del personale tecnico ed amministrativo, con sacrificio, competenza e impegno lavorano quotidianamente a progetti di ricerca e formazione di rilievo nazionale ed internazionale, che hanno dato e danno lustro alla Calabria e, con essa, all’Italia intera.

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Professori e ricercatori che, quotidianamente, supportano le imprese nell’implementazione dell’innovazione contribuendo, strategicamente, a sostenere la loro competitività sui mercati nazionali ed internazionali. Professori e ricercatori che hanno contribuito a formare classi dirigenti, professionisti ed imprenditori e quei giovani che mietono successi professionali in giro per il mondo o che, coraggiosamente, restano o tornano in Calabria con l’intento di non depauperare questa fragile terra per la quale proprio i “cervelli che non fuggono” rappresentano la chiave di volta per un futuro migliore. Professori e ricercatori che supportano i giovani talenti attraverso la creazione di spin-off e start-up, offrendo loro spazi, competenze, nuova conoscenza e occasioni di crescita e formazione durante tutto l'arco della vita.

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La Mediterranea è quella stessa istituzione che pochi mesi fa ha ottenuto, con il punteggio massimo, il certificato di qualità "Erasmus Charter for Higher Education" (ECHE) a dimostrazione dell’attenzione verso la comunità degli studenti e la loro formazione. L’ECHE, una certificazione della qualità dei sistemi europei d’istruzione, dei metodi di insegnamento e di apprendimento, è il prerequisito che gli Istituti di istruzione superiore dell’UE devono ottenere per partecipare ai programmi di mobilità per l’apprendimento individuale ed ai programmi di cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche. Su queste basi la Mediterranea partecipa all’Erasmus Plus, il programma UE per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport che finanzia progetti di mobilità studentesca, di apprendimento permanente, di cooperazione internazionale che consente a tanti studenti di acquisire un’esperienza di gran valore per il proprio futuro.

Questa Mediterranea è quella stessa che la World University Ranking 2021 - classifica delle università stilata esclusivamente sulla base delle valutazioni fornite da 100.000 studenti provenienti da 30 Paesi diversi - pone al 3 posto tra le italiane ed il 15 tra quelle Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Un tributo all’attenzione verso la missione istituzionale della formazione che ha portato la Mediterranea a partecipare a vari programmi nazionali tra cui il Rural4Learning promosso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che, attraverso un approccio innovativo basato sulla cooperazione tra sistema dell’istruzione e mondo del lavoro, ha lo scopo di comunicare le opportunità dei fondi europei alle nuove generazioni e comunicare i temi della sostenibilità e transizione ecologica. Da diversi anni la Mediterranea partecipa all’iniziativa Rural4University che si rivolge specificatamente agli studenti universitarie, quest’anno, gli studenti del Dipartimento Agraria hanno conseguito la migliore performance in ambito nazionale nella prova finale.

L’essenza della Mediterranea non è, dunque, quella che emerge dalle crude cronache giudiziarie ma quella che si esprime, anche con livelli di eccellenza, nel panorama nazionale ed internazionale in aree di ricerca di frontiera ed innovativa, quali, solo per citarne alcune: l’ICT e la sensoristica avanzata, l’intelligenza artificiale e le reti neurali, i rischi ambientali, le energie rinnovabili, la tutela e la valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale, la green chemistry, i temi della sostenibilità in agricoltura con la presenza dell’unico laboratorio di pedologia del Sud afferente al network mondiale della FAO, la sensoromica, il Food declinato come valorizzazione della tradizione nel concept della Dieta mediterranea, il Food evoluto ed il Food avanzato nel solco di Agrifood 5.0.

Un Ateneo con un numero crescente di ricercatori tra i più citati al mondo inclusi nella “Top 2% Scientists of the world”, stilata annualmente della Stanford University, un riconoscimento basato su dati oggettivi su base mondiale. Un Ateneo che ha ospitato e presso il quale hanno operato, personalità di spicco mondiale, che ha avuto ed ha docenti ai vertici di società scientifiche di rilievo nazionale e mondiale.

Al di là delle svariate classifiche mondiali, alcune delle quali a volte citate in maniera superficiale e senza il necessario approfondimento sui parametri che le ispirano, che danno una visione distorta della realtà fattuale, vogliamo, ancora una volta, riportare, in sintesi, i risultati che emergono dall’ultimo Rapporto sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) realizzata dall’ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca - (liberamente consultabile al link https://www.anvur.it/attivita/vqr/vqr-2015-2019).

Dal rapporto emerge il consolidarsi del ruolo importante della Mediterranea nel panorama nazionale sia in termini qualitativi che quantitativi e, dal confronto con gli Atenei simili per dimensione e collocazione, emerge l’alto profilo del lavoro svolto dai professori e ricercatori.

La Mediterranea è tra gli Atenei di punta per l’indicatore relativo alla qualità dei prodotti di ricerca di quei ricercatori junior chehanno conseguito il titolo di dottore di ricerca presso la Mediterranea. In altre parole di quei giovani di talento che - selezionati attraverso concorsi pubblici - hanno potuto esprimere al meglio le loro potenzialità grazie all’elevata qualificazione dei gruppi di ricerca nei quali sono stati formati ed integrati, a dimostrazione che il sistema è sano ed è in condizioni di selezionare i migliori. Dai primi risultati aggregati relativi alla qualità della ricerca espressa della comunità accademica, emerge che la Mediterranea si colloca tra gli Atenei di punta del sud Italia, ad ulteriore conferma che, al di là dei limitati fenomeni distorsivi, assolutamente da condannare, le azioni dell’Ateneo sul fronte del reclutamento sono state ispirate al merito ed alla qualità.

Un altro dato strategico che vede primeggiare la Mediterranea è quello relativo all’indicatore della qualità della terza missionequella missione istituzionale chel’ANVUR codifica come il “livello quali-quantitativo di apertura verso il contesto socio-economico mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze, e che include anche le attività di valorizzazione economica della ricerca, le iniziative dal valore socio-culturale ed educativo”.

L’impegno dei ricercatori della Mediterranea in attività collaborative - sia in ambito ricerca che formazione/informazione e trasferimento tecnologico - è stato ed è di ampio respiro, come dimostrano i numerosi progetti già sviluppati ed in itinere. Progetti di ricerca industriale portati avanti con imprese, partecipazione ai Poli di Innovazione, creazione dell’unico ed originale network di Hall Tecnologie pilota per la Food Innovation ospitate presso le imprese, il Contamination Lab, un vero e proprio pre-incubatore che ha visto il coinvolgimento degli attori principali del sistema della ricerca e delle imprese. E non si può dimenticare di citare l’avveniristico progetto del Campus Agapi, ispirato al concetto di “Civic University” ossia dell’Università quale perno della società e dei processi di sviluppo economico e sociale in ambito sia urbano che territoriale.

Agapi è un'articolata infrastruttura frutto della progettualità e della capacità di visione dei professori e ricercatori dell’Ateneo unitamente a quella di tante imprese partner che hanno creduto in questa sfida. Agapi nasce con l’ambizione di dare al Mediterraneo, alla Calabria ed ai territori inclusi nella Città metropolitana di Reggio Calabria un luogo dove misurarsi con il resto del mondo. Un Campus per l’innovazione da 37 ettari, rivolto alle imprese, da edificare, come simbolo di rinascita, sulle ceneri dell'ex Officina Grandi Riparazioni di Saline Joniche. Nel Campus saranno insediati diversi poli di innovazione: da quello dedicato allo sviluppo di tecnologie come l’Intelligenza artificiale, al passaggio dal 5G al 6G, alla Realtà virtuale e aumentata, a quello dedicato all’Energia, alla Smart city, all’eHealth, allo Spazio, alla Protezione del territorio, allo sviluppo di modelli di agricoltura mediterranea resilienti ai cambiamenti climatici, all’Agrifood 5.0. L’Academy consentirà, poi, di formare le professionalità ad elevata specializzazione richieste dal mercato e gli attrezzati spazi saranno la sede naturale dove start-up e spin off, già esistenti e che nasceranno troveranno il luogo della crescita e della contaminazione.

L’etimologia grecanica del nome del campus, Agapi, è un tributo di amore al territorio. La Mediterranea, anche grazie alle progettualità complementare già in essere in ambito PNRR,  e sviluppata dalla sua comunità accademica, continuerà a perseguire, coralmente, il raggiungimento di questo obiettivo, così importante per lo sviluppo del territorio e per la crescita della stessa Mediterranea.  Sfida e opportunità concreta per consentire ai talenti di restare in loco, alimentando la rinascita economica ed il riscatto sociale di questa terra.

La Calabria e la città di Reggio Calabria hanno bisogno della Mediterranea ma, oggi più che mai, la Mediterranea ha bisogno del supporto e della fiducia di tutti coloro che sapranno cogliere l’effettivo valore del nostro Ateneo.

 

*Prof. Giovanni Enrico Agosteo, Direttore
Prof.ssa Mariateresa Russo, Delegata Ricerca Trasferimento - Tecnologico e Terza Missione 
Dipartimento di Agraria - Università Mediterranea di Reggio Calabria

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