
di GABRIELE RUBINO
La vicenda delle palestre comunali utilizzate “nell’ombra” torna a far discutere. Una questione che La Nuova Calabria (LEGGI QUI) aveva già portato all’attenzione nelle scorse settimane, quando era emerso come diverse strutture comunali, in piena estate e subito dopo Ferragosto, fossero utilizzate da società sportive, da Nord a Sud della città.
Il punto non riguarda, evidentemente, la legittimità o l’importanza delle attività sportive. Il nodo è un altro: il rispetto delle procedure e del regolamento comunale vigente.
Secondo le regole fissate dal Comune, infatti, le chiavi delle palestre avrebbero dovuto essere riconsegnate diverse settimane addietro, mentre il nuovo avviso per l’assegnazione degli spazi risulta ancora in itinere. In altre parole, non risulterebbe ancora perfezionato il nuovo quadro autorizzativo per l'utilizzo delle strutture.
E non sembra poter essere invocata, come sorta di “scappatoia”, la formula delle attività extrascolastiche. Queste ultime, infatti, sono legate alle attività delle istituzioni scolastiche e richiedono gli opportuni passaggi e le relative approvazioni da parte degli organi degli istituti. Circostanza che, per quanto è stato possibile verificare, non risulterebbe ancora avvenuta.
Nella giornata odierna abbiamo avuto modo di verificare direttamente la situazione in una scuola della zona Nord della città. E qui, nonostante le regole vigenti e le avvisaglie già arrivate dal settore comunale competente per lo Sport, alcune attività sportive risultavano essere state svolte “regolarmente”.
Del resto, arrivare a conoscenza di quelle attività non era particolarmente difficile. Le iniziative erano infatti pubblicizzate con tanto di locandine, rendendo tutt'altro che invisibile ciò che avveniva all'interno della struttura.
Una situazione che inevitabilmente solleva interrogativi.
Sia chiaro: nessuno vuole gettare la croce addosso alle società sportive, che svolgono un ruolo importante nella vita della città e impegnano quotidianamente bambini, ragazzi e adulti. Né si intende attribuire al Comune responsabilità che non gli competono: all'amministrazione, semmai, spetta il compito di vigilare affinché le strutture di proprietà comunale vengano utilizzate secondo le regole stabilite.
Ma proprio per questo la questione diventa ancora più delicata quando a monte ci sono istituzioni scolastiche chiamate a rispettare procedure e regolamenti.
C'è poi un aspetto tutt'altro che secondario: le utenze delle strutture pubbliche non sono un dettaglio.
Acqua, energia elettrica e costi connessi alla gestione delle palestre ricadono, direttamente o indirettamente, sulla collettività. Ed è proprio per questo che l'utilizzo di un bene pubblico non può essere affidato a consuetudini, prassi consolidate o interpretazioni elastiche delle regole.
Se esiste un regolamento comunale, quello va rispettato. Se occorre un'autorizzazione, quella deve esserci. Se l'assegnazione degli spazi è ancora in corso, occorre attendere che la procedura venga completata.
Non può essere diversamente.
Di fronte a quanto verificato, ci aspettiamo una presa di posizione chiara e decisa da parte delle istituzioni competenti.
Non per “randellare” qualcuno, né per mettere alla gogna le società sportive. E nemmeno per alimentare una contrapposizione tra Comune e scuole.
Serve semplicemente che vengano ripristinate le regole fissate dal Comune di Catanzaro, legittimo proprietario delle palestre, e che tutti gli utilizzatori degli spazi pubblici siano messi nelle condizioni di operare secondo procedure trasparenti, uguali per tutti e verificabili.
Perché se una regola esiste, deve valere per tutti. E soprattutto, quando si parla di strutture pubbliche, non dovrebbe essere necessario andare a cercare ciò che accade “nell'ombra”: dovrebbe essere tutto perfettamente alla luce del sole.
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