Vaccini. Mirarchi: "Un esempio di buona sanità all'Hub di Catanzaro Lido"

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images Vaccini. Mirarchi: "Un esempio di buona sanità all'Hub di Catanzaro Lido"

  30 maggio 2021 10:31

"Un esempio di buona Sanità, finalmente oserei dire, in una regione e in una città in cui se ne parla invece sempre male. Anzi, talvolta anche malissimo. Ci si lamenta sovente, infatti, del livello delle prestazioni erogate. E spesso non a torto. Spiace dirlo, ma è così. Inutile prenderci in giro o far finta di niente. Stavolta, tuttavia, è doveroso andare nella direzione esattamente opposta, cogliendo una non frequente opportunità per esaltare il lavoro di chi sta meritando gli elogi della gente. Mi riferisco ai responsabili e agli operatori dell’Hub vaccinale “Magna Graecia” del quartiere marinaro, che ho visitato personalmente a fine settimana constatandone l’efficienza e la qualità del fondamentale servizio garantito alla comunità nella struttura in un periodo in cui la minaccia della pandemia da Coronavirus ha invece messo in ginocchio molte realtà territoriali italiane, che di solito vanno invece per la maggiore in Italia. Penso ad esempio alla rinomata Lombardia o a regioni simili, citate quale motivo di vanto dell’Italia intera, che negli ultimi mesi hanno al contrario peccato di organizzazione nella somministrazione delle dosi di siero Anticovid tanto da finire sotto la lente d’ingrandimento degli organi di stampa nazionali e non solo”.

Ha esordito così il consigliere comunale Antonio Mirarchi,  attento ai problemi del capoluogo ma anche e soprattutto alla situazione di Lido in cui vive e opera, che nei giorni scorsi si è recato personalmente nell’hub situato all’Ente Fiera alle porte della Marina per capire come andassero le cose, una volta tanto sollecitato in senso positivo da decine di persone andate lì appunto per vaccinarsi.

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A riguardo Mirarchi, dopo una sorta di giro esplorativo in cui ha peraltro ricavato i dati più significativi dell’attività di vaccinazione svolta finora all’interno dell’Hub, ha spiegato: “Il Sars-Cov-2 ha come ovvio rappresentato uno dei maggiori fattori di rischio per il pianeta dai tempi della seconda guerra mondiale, mietendo milioni di morti e travolgendo in particolare un Paese come l’Italia che con i suoi 126mila decessi registrati da inizio 2020 a oggi in rapporto alla popolazione nazionale si può forse considerare il luogo più colpito al mondo se riflettiamo su come Stati Uniti d’America, Brasile, India, Messico e Inghilterra, che stanno ahimè facendo i conti con un numero di donne e uomini scomparsi progressivamente maggiore fino addirittura ad arrivare a quattro-cinque volte tanto rispetto a noi, registrino però un numero di abitanti pari talvolta a più di venti volte, è il caso dell’India ad esempio, a quello della nostra nazione. Un triste dato su cui fermarsi a ragionare. Pensiamo allora – ha proseguito – a cos’abbia rappresentato per il sistema sanitario italiano, soprattutto in una realtà quale il Sud, l’impatto di uno tsunami come il Covid. Ecco perché in molti abbiamo temuto un collasso della rete ospedaliera e più in generale di tutti i presidi clinici di regioni italiane fragili come la Calabria".

"Un rischio terribile che abbiamo a lungo corso, attanagliati dall’angoscia di andare incontro a conseguenze davvero inimmaginabili. Molto più di quanto non sia già capitato con l’ingente tributo di vite umane pagato. Prospettiva scongiurata sì in virtù del grande impegno profuso da medici, infermieri, personale della Protezione Civile, militari e persino volontari, ma anche grazie a un coordinamento impeccabile come nel caso della struttura inaugurata all’area Magna Graecia appena un paio di mesi fa e rimarcando altresì, la sensibilità del sindaco Sergio Abramo che ha messo sin da subito a disposizione la struttura”.

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Il consigliere, come premesso, nella sua nota ha anche inteso comunicare qualche dato relativo al presidio di Lido: “Dal canto mio intendo mettere in rilievo con questa dichiarazione una serie di significative notizie, dando merito al coordinamento dell’Aria sanitaria e della Linea vaccinale affidato a Francesco Lucia per l’Asp e a Salvatore Maiolo per la Croce Rossa così come a Pierpaolo Pizzoni per le associazioni di Protezione Civile. E dicendo anche che la gestione delle operazioni di somministrazione consta invece di una media di 1.200 vaccini giornalieri con venti box e ventidue postazioni per le anamnesi. Tredici i medici impiegati a turno con accanto undici infermieri e otto dipendenti dell’Asp a cui, lo ribadisco, vanno aggiunti i circa 40 volontari impegnati quotidianamente di cui venticinque della Cri e quindici della Prociv”.

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