Valentina Bizzarri al Gutenberg: il desiderio come ferita e possibilità

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  19 maggio 2026 17:58

Il desiderio non è solo mancanza. È una forza che abita l’uomo, lo attraversa, lo mette in crisi. È da questa riflessione che ha preso forma l’incontro con la ricercatrice Valentina Bizzarri, autrice de Il valore del desiderio, guidato dal professor Gianmaria Brunetti in un dialogo intenso tra filosofia, psicoanalisi e vita quotidiana. Un altro appuntamento del “Gutenberg” che questa mattina ha animato il programma della Fiera del libro.

Il mito della “metà perduta”

Fin dalle prime battute, il confronto si è mosso tra grandi autori e domande concrete. Da Platone a Lacan, da Freud a Nietzsche, il desiderio è stato presentato come una tensione continua verso l’altro e verso se stessi. Il professor Brunetti ha richiamato il mito greco del symbolon: l’uomo come una metà incompleta che cerca nell’altro il proprio riflesso e il proprio compimento.

Particolare attenzione è stata dedicata alla psicoanalisi freudiana. Secondo Bizzarri, Freud ha avuto il merito di restituire centralità al corpo e alle emozioni, rompendo il dualismo tra anima e materia. “Il corpo è la dimensione attraverso cui le emozioni si esprimono”, ha spiegato la relatrice, sottolineando come il desiderio non possa essere ridotto a semplice bisogno biologico.

Desideri in vendita

Il dibattito si è poi spostato sul presente. Gli studenti hanno affrontato temi come il capitalismo digitale, l’omologazione sociale e la perdita di autenticità. Attraverso il pensiero di Byung-Chul Han e Marx, è emersa la paura di una società che trasforma il desiderio in consumo. In risposta, Bizzarri ha indicato una possibile via: accettare la vulnerabilità. “Essere perfetti significa accettare la propria imperfezione”, ha affermato, ricordando come proprio il dolore e le situazioni limite possano aiutare l’uomo a comprendere davvero se stesso.

La mancanza che ci tiene vivi

Molto spazio è stato dedicato anche a Nietzsche e Lacan. Il desiderio, secondo la relatrice, è ciò che mantiene viva l’esistenza, ma anche ciò che destabilizza l’individuo. Lacan, in particolare, è stato definito fondamentale per comprendere il rapporto tra identità e mancanza: il desiderio nasce proprio da ciò che non possediamo mai del tutto.

Amare senza possedere

Tra i momenti più intensi dell’incontro, il confronto sull’amore. Attraverso Scheler. Bizzarri ha descritto un amore capace di conoscere l’altro senza pretendere nulla in cambio. Un amore autentico, dunque, non fondato sul possesso ma sulla comprensione reciproca. Il professor Brunetti ha rilanciato il tema con riferimenti a Battiato e alla filosofia greca, ricordando come amare significhi anche riconoscere l’altro come amico.

Educare all’ascolto

Non sono mancati riferimenti all’identità di genere, alla sensibilità emotiva e al ruolo dell’educazione. Il dialogo finale tra la relatrice e il professor Brunetti ha evidenziato l’urgenza di formare insegnanti capaci di ascoltare e comprendere le fragilità delle nuove generazioni. “L’ascolto attivo è già uno strumento di cura”, ha osservato Bizzarri.

L’incontro si è concluso lasciando una domanda aperta: è possibile vivere senza desiderio? La risposta emersa nel corso del dibattito sembra essere negativa. Senza desiderio, infatti, l’uomo rischia di perdere il proprio slancio vitale, trasformandosi in un “guscio vuoto”. Proprio per questo il desiderio, pur tra contraddizioni e sofferenze, resta una delle dimensioni più profonde dell’esistenza umana.


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