
Riceviamo e pubblichiamo
La seduta del 2 ottobre della Prima Commissione del Consiglio Regionale della Calabria ha segnato un passaggio interlocutorio fondamentale ma decisivo per la Proposta di Legge n. 65/13, dedicata al reclutamento e allo scorrimento delle graduatorie negli enti regionali. Con il rinvio ufficiale e la fissazione del termine ultimo al prossimo 13 ottobre per il licenziamento definitivo del testo, la politica calabrese è chiamata ad adempiere a un dovere morale ed etico verso centinaia di professionisti che attendo da tempo una risposta concreta.
Come Gruppo Idonei Concorsi, riconosciamo l’attenzione riposta dai Consiglieri regionali Marco Polimeni, Gianpaolo Bevilacqua, Vincenzo Bruno e Giuseppe Ranuccio, oltre al dibattito che ha visto intervenire esponenti quali la deputata Simona Loizzo (Lega) e Luigi Incarnato (Avanti PSI). Tuttavia, la costruzione di una norma davvero “di avanguardia” richiede fermezza su alcuni punti imprescindibili: non accetteremo norme fumose, scorciatoie o espedienti che rischiano di distruggere il principio costituzionale del merito.
Tra le proposte emerse nel dibattito politico vi è la presunta necessità di introdurre il cosiddetto “interpello mirato per omogeneità professionale”. Come Gruppo Idonei Concorsi avvertiamo con chiarezza la cittadinanza e le istituzioni: l’interpello mirato non va assolutamente bene e va respinto con forza.
Consentire ad amministrazioni esterne o enti locali di attingere alle graduatorie attraverso selezioni fittizie o manifestazioni di interesse “mirate” significa attribuire all’ente utilizzatore una discrezionalità assoluta su chi assumere, lasciando spazio a criteri opachi, fumosi e non preimpostati. Questa modalità mina alla radice l’imparzialità della Pubblica Amministrazione e rischia di trasformarsi nel perfetto cavallo di Troia per favoritismi e dinamiche clientelari.
La proposta di “Modificare l’art. 4 della legge eliminando la specifica sugli specialisti della comunicazione. Nello specifico, l’art. 4 è così sostituito: “Per l’applicazione della legge 150/2000 e del Regolamento vigente la Regione e gli enti di cui all’art 1 utilizzano le graduatorie vigenti e quelle dei profili esistenti negli enti locali purché in possesso dei requisiti di cui alla norma nazionale. Per lo scorrimento delle graduatorie nella fattispecie di legge gli enti locali fanno riferimento all’interpello mirato”, è stata solo una delle tante richieste che ci siamo limitati a raccogliere da parte del Comitato Idonei PA, ma che non facciamo nostra!
La strada maestra è una sola: se altri enti o ministeri intendono attingere alle graduatorie della Regione Calabria, devono farlo previa la stipula di apposite convenzioni, con l’adesione dei candidati su base volontaria, ma rispettando tassativamente ed esclusivamente l’ordine cronologico di graduatoria esistente. L’ordine di merito, originato da concorsi pubblici imparziali e trasparenti, non può essere scavalcato o alterato da alcuna valutazione discrezionale ex post.
Rivolgiamo un appello diretto al Presidente Roberto Occhiuto e alla maggioranza di governo, a partire da Forza Italia. Il Presidente Occhiuto, meritoriamente impegnato su molteplici dossier complessi della Regione, continua paradossalmente a trascurare il bacino degli idonei già selezionati.
Si narra spesso la storiella secondo cui l’indizione continua di nuovi concorsi servirebbe a favorire i neo-laureati o i giovani diplomati. Questa narrazione è pura propaganda che smentisce la realtà dei fatti:
La quasi totalità dei concorsi banditi dalla Regione Calabria e dalle sue agenzie territoriali (si pensi al concorso per i Centri per l’Impiego, il concorso per 113 funzionari amministrativi o il concorso per 54 Funzionari EQ) prevede requisiti d’accesso stringenti legati ai titoli professionali o di servizio o l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo preponderante per l’esperienza pregressa.
Un neo-laureato o un giovane privo di anni di servizio non ha alcuna reale possibilità di competere e vincere contro chi ha già maturato competenze e anni di studio.
L’unico vero modo per favorire le nuove generazioni è scorrere e svuotare le graduatorie degli idonei attuali. Solo valorizzando e assorbendo i professionisti già preparati che oggi occupano le posizioni di vertice nelle graduatorie, le future selezioni pubbliche saranno finalmente libere e accessibili per i giovanissimi.
Nel suo recente intervento su “Il Foglio”, il Presidente Roberto Occhiuto ha tracciato il proprio decalogo per un centrodestra di governo, rivendicando concetti come l’ascolto dei cittadini, il rispetto dei conti pubblici e la creazione di opportunità reali. Tuttavia, quando si passa dalla teoria dell’agenda politica alla realtà della pubblica amministrazione calabrese, emerge una dolorosa ed evidente contraddizione:
- «Le categorie vanno ascoltate. Ma le leggi vanno scritte per i cittadini»: se l’ascolto deve tradursi in norme per i cittadini, com’è possibile che la proposta di legge sugli idonei venga continuamente rinviata o svuotata della sua efficacia vincolante? Ascoltare le categorie significa dare risposte e dignità a migliaia di professionisti che hanno già superato un concorso pubblico e attendono risposte trasparenti e immediate, anziché rimanere sospesi tra farraginosi rinvii burocratici.
- «La serietà dei conti pubblici è un valore»: bandire continuamente “concorsi fotocopia” da parte della Regione e degli enti strumentali, quando esistono già graduatorie di idonei capienti e qualificate, rappresenta uno spreco ingiustificato di risorse finanziarie collettive. Far scorrere le graduatorie vigenti è una misura a costo zero che rispetta bilanci, conti pubblici e risparmi dei cittadini.
- «Bisogna anche creare occasioni» e «favorire i giovani»: si narra spesso che indire nuovi concorsi serva a spalancare le porte ai neolaureati. Ma la realtà dei bandi calabresi smentisce questa propaganda: la gran parte delle procedure prevede sbarramenti sui titoli o attribuisce punteggi decisivi all’esperienza pregressa, tagliando fuori chi si è appena laureato. Senza contare che in queste graduatorie sono già presenti neolaureati e diplomati. L’unico modo concreto per “creare occasioni” e liberare le future selezioni è scorrere e svuotare oggi le graduatorie degli idonei già formati, affinché i prossimi concorsi siano davvero contendibili per i giovani neolaureati.
Le richieste definitive per la seduta del 13 Ottobre
In vista della convocazione decisiva della Prima Commissione del prossimo 13 ottobre, il Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale chiede formalmente:
- Obbligo di convenzioni con rispetto rigido del merito: l’utilizzo delle graduatorie da parte della Regione e degli enti locali deve avvenire per scorrimento volontario ma nell’ordine rigoroso di graduatoria, stralciando ogni ipotesi di “interpello mirato”.
- Proroga di 24 mesi delle graduatorie: i tempi morti della burocrazia e i ritardi legislativi non possono ricadere sulle spalle dei candidati. È indispensabile introdurre una norma transitoria che proroghi l’efficacia di tutte le graduatorie regionali vigenti ed in scadenza per ulteriori 24 mesi dalla loro naturale scadenza, garantendo la necessaria copertura temporale affinché il Portale Unico e le intese con gli enti producano effetti concreti.
- Creazione di intese virtuose: in Calabria, così come in quasi tutta l’Italia, spesso i comuni più piccoli non hanno la forza economica di assumere funzionari, vedendo i propri uffici sprovvisti di figure con conoscenze giuridiche e tecniche adeguate. È necessario che la Regione intervenga e favorisca, anche con supporto economico, l’assunzione di professionisti anche a favore dei piccoli comuni.
Auspichiamo che il 13 ottobre la politica calabrese dimostri maturità e responsabilità, approvando un unico emendamento condiviso che trasformi questa proposta di legge in un vero e proprio modello di eccellenza e giustizia amministrativa per l’Italia intera.
Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale
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