
di GABRIELE RUBINO
Dopo poco più di anno, i pontili di Catanzaro potranno tornare alla 'normalità' amministrativa. Non che non siano stati funzionanti, ma certo la pendenza del sequestro ordinato dalla Procura - scattato a giugno dell'anno scorso - aveva reso la situazione non certo agevole per l'Amministrazione comunale. Venuto meno il provvedimento cautelare dell'autorità giudiziaria, nelle prossime ore (ed è questa la novità di giornata) i pontili saranno nuovamente gestiti da Carmar. Ossia, la società 'uscente'.
Per chiarezza 'amministrativa', la precendete concessione alla ditta privata è ampiamente scaduta. Dunque, per l'estate in corso non poteva attivarsi l'affidamento provvisorio (limitato temporalmente) ma la 'rotta' è stata puntata sull'articolo 38 del codice della navigazione, "l'anticipata occupazione della zona demaniale". La richiesta della Carmar sarà perfezionata nell'entrata in possesso dei due specchi d'acqua dopo il pagamento della cauzione. Naturalmente, questo istituto giuridico varrà fino all'espletemento della nuova gara sui pontili su cui comunque pende un'ancora parecchio più pesante, ossia l'appalto per la realizzazione del nuovo porto del capoluogo di regione. Insomma, l'estate 2026 è grossomodo salva.
Tra sequestro, polemiche di associazioni di diportisti legate al pagamento (doppio?) del posto barca la situazione si era parecchio ingarbugliata. Va riconosciuto Fiorita di essersi assunto l'onere di svolgere le funzioni di custode giudiziario dei pontili per oltre un anno e non si puà dire che uno ambisca a fare il sindaco per accollarsi queste ulteriori responsabilità che non sono certo di sua 'stretta' competenza. Con pazienza la soluzione sembra essere, davvero, vicina.
I passaggi sono stati diversi e non tecnicamente semplicissimi. Dopo una lunga attesa, l'università di Reggio Calabria ha fornito due opzioni per risolvere le difformità che avevano causato il caos. O più massi su entrambi i lati o una riduzione della flotta. Carmar probabilmente opterà per la seconda e da qui è arrivata la richiesta di una nuova concessione. Al di là dei tecnicismi, quello che conta che dopo un avvitamento pericoloso della vicenda sembra che le acque siano decisamente più tranquille.
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