Vibo, indebita percezione erogazioni pubbliche: misura cautelare interdittiva per una società nel settore turistico-ricettivo

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Vibo, indebita percezione erogazioni pubbliche: misura cautelare interdittiva per una società nel settore turistico-ricettivo


  29 luglio 2026 08:39

Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare interdittiva, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una società amministrata da un soggetto vibonese, che svolge le attività di imprenditore nel settore turistico-ricettivo e di commercialista, resosi responsabile, tra l’altro, del reato di indebita percezione erogazioni pubbliche sottoforma di crediti d’imposta inesistenti.

La misura assume particolare rilievo sotto il profilo cautelare, in quanto è volta a prevenire il rischio di reiterazione della condotta contestata attraverso le limitazioni specificamente previste dal provvedimento del Giudice.

L’intervento si inserisce nel medesimo contesto investigativo dell’operazione di servizio eseguita il 2 luglio 2026, nell’ambito della quale era stato disposto ed eseguito un sequestro preventivo, fino a concorrenza di € 8.519.513,89, sul patrimonio riconducibile all’indagato ed ai soggetti economici dallo stesso amministrati.

L’attività conferma l’impegno della Guardia di Finanza non solo nel recupero delle risorse indebitamente sottratte all’Erario, ma anche nel contrasto al rischio che attività imprenditoriali o professionali possano essere nuovamente utilizzate per la commissione di illeciti fiscali. In tale prospettiva, l’applicazione della misura cautelare interdittiva, prevista dal Decreto Legislativo n. 231/2001, mira ad impedire che l’attività dell’Ente possa continuare ad essere impiegata per conseguire indebiti vantaggi fiscali, arrecando pregiudizio alle risorse pubbliche, al corretto funzionamento del sistema tributario ed agli operatori economici che agiscono nel rispetto delle regole.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato e dell’Ente dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel pieno contraddittorio tra le parti e nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.