Vibo, sequestro per oltre 8 milioni: professionista del settore turistico-ricettivo indagato per indebita percezione di fondi

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  02 luglio 2026 10:22

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente per 8.519.513,89, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un professionista della provincia, particolarmente attivo nel settore turistico-ricettivo mediante la gestione di importanti strutture presenti nella rinomata "Costa degli Dei", indagato per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche ed indebita compensazione. Sono altresì contestati illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e sviluppate dal Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, con il supporto del Gruppo alla sede, hanno riguardato la fruizione dei benefici previsti dalla misura agevolativa denominata "Credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”.

Tale agevolazione fiscale è finalizzata a incentivare gli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno mediante il riconoscimento di un credito d'imposta alle imprese che realizzavano nuovi investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle aree agevolate

Gli approfondimenti investigativi, eseguiti mediante l'acquisizione di documentazione amministrativa e fiscale, sopralluoghi presso le strutture interessate e mirati riscontri presso i competenti Enti territoriali, hanno consentito di accertare che l'indagato, operando attraverso una ditta individuale e due società attive nel settore turistico-ricettivo, avrebbe attestato falsamente l'esecuzione di ingenti investimenti, così conseguendo indebitamente crediti d'imposta per importi milionari, compensandone una parte.

In particolare, gli investimenti dichiarati sarebbero risultati, in larga parte, inesistenti. ovvero non ammissibili ai benefici previsti dalla normativa di settore, in quanto riferiti a strutture in stato di abbandono, prive dei necessari titoli autorizzativi o, comunque, carenti dei requisiti prescritti per il riconoscimento dell'agevolazione fiscale.

Sulla base di quanto accertato, su proposta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia il G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, per complessivi € 8.519.513,89 finalizzato alla successiva confisca.

Al termine delle attività investigative, il professionista è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia poiché, avrebbe conseguito indebitamente erogazioni pubbliche destinate a sostenere gli investimenti nel Mezzogiorno, nonché per avere parzialmente utilizzato in compensazione crediti d'imposta ritenuti inesistenti o non spettanti al fine di estinguere debiti tributari. Nei confronti delle società coinvolte sono state contestati gli illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”.

L'operazione si inserisce nel più ampio contesto delle attività istituzionalmente demandate alla Guardia di Finanza nel settore del contrasto alle frodi in materia di spesa pubblica, nonché a salvaguardia della corretta destinazione delle risorse pubbliche, la cui integrità costituisce presupposto imprescindibile per garantire sviluppo economico, concorrenza leale e sostegno alle imprese che operano nel rispetto delle regole. Infatti, la lotta agli sprechi di denaro pubblico rappresenta il presupposto per un utilizzo trasparente dei finanziamenti nazionali ed europei.

L'attività eseguita testimonia, ancora una volta, la proficua sinergia tra Autorità Giudiziaria e Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti economico-finanziari, a presidio della legalità e della corretta gestione delle risorse pubbliche.

Si rappresenta che il procedimento penale versa ancora nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna.


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