Vicenda Cascasi, La Tazzina della Legalità: “Dalle parole si passi ai fatti”

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  09 ottobre 2026 15:14


Come La Tazzina della Legalità vogliamo innanzitutto ringraziare il Presidente di Confindustria Vibo Valentia, Rocco Colacchio, per aver risposto alle nostre sollecitazioni sulla vicenda dell'imprenditore Francesco Cascasi.
La sua risposta, dopo il confronto diretto avuto con Cascasi, rappresenta un segnale importante. Apprezziamo soprattutto la volontà dichiarata di approfondire le criticità e di lavorare insieme al proprio associato.
Ma proprio perché abbiamo sollevato questa vicenda non per alimentare polemiche, bensì per provare a cambiare le cose, riteniamo che non possiamo fermarci alle corrispondenze epistolari.
Adesso bisogna fare un passo ulteriore.
La vicenda Cascasi, a nostro avviso, deve diventare la matrice della Ridestanza di Vibo Valentia e, più in generale, della Calabria.
Perché Cascasi non è soltanto un imprenditore che chiede di poter realizzare il proprio progetto.
È il simbolo di una domanda molto più grande:
un imprenditore che denuncia, che resiste e che continua a voler investire in Calabria deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare, oppure deve essere costretto a combattere anche contro ritardi, burocrazia e inefficienze del sistema?
È una domanda che non riguarda soltanto Cascasi.
Riguarda tutti quegli imprenditori che ancora oggi scelgono di investire in Calabria, creare occupazione e produrre sviluppo invece di portare altrove idee e capitali.
E qui si incrocia un'altra questione strategica.
Oggi il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo, ha sottolineato come il mare rappresenti un vero asset strategico per la Calabria, indicando nella connessione tra porti, turismo, territori, commercio, pesca, logistica e attività produttive una delle grandi sfide per il futuro.
Condividiamo questa impostazione.
Ma proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di guardare alle nostre contraddizioni.
A Vibo Marina abbiamo un imprenditore che da anni tenta di realizzare un importante progetto di resort nautico-turistico e che continua a confrontarsi con tempi e procedure che sembrano non finire mai.
E, nello stesso territorio, da decenni conviviamo con la presenza della Meridionale Petroli nell'area portuale di Vibo Marina, in un contesto che dovrebbe rappresentare uno dei punti strategici per lo sviluppo turistico e portuale della Costa degli Dei.
Possiamo continuare a parlare di turismo, portualità, blue economy, attrattività degli investimenti e destagionalizzazione se poi non riusciamo a creare le condizioni perché queste trasformazioni avvengano realmente?
Questa è la contraddizione sulla quale dobbiamo interrogarci.
E allora, come Tazzina della Legalità, lanciamo una proposta concreta:
FACCIAMO UN INCONTRO PUBBLICO SUL DIRITTO DI IMPRESA NEGATO.
Invitiamo a sedersi allo stesso tavolo Confindustria, Camera di Commercio, Confcommercio, organizzazioni datoriali, sindacati, istituzioni, professionisti, associazioni e tutti i soggetti che hanno responsabilità e competenze sul futuro economico del territorio.
Non per organizzare l'ennesimo convegno.
Non per fare l'ennesima passerella.
Non per aggiungere una fotografia alle tante fotografie della Calabria che discute del proprio futuro.
Ma per individuare problemi, responsabilità, tempi e soluzioni.
Perché la Tazzina della Legalità non vuole limitarsi agli eventi di scena.
Abbiamo parlato di 5C: Commissioni, Comitati, Consulte, Commemorazioni e, soprattutto, Concretezza.
E la quinta C deve diventare la più importante.
Concretezza significa mettere in campo azioni capaci di produrre risultati.
La vicenda Cascasi può essere l'occasione per farlo.
Perché se chiediamo ai giovani di restare, se chiediamo a chi è andato via di ritornare, se parliamo di restanza e ritornanza, dobbiamo prima creare le condizioni perché restare o tornare abbia un senso.
Prima della Restanza viene la Ridestanza.
La Ridestanza è il momento in cui una comunità si sveglia, prende coscienza delle proprie contraddizioni e decide di non accettarle più come normalità.
E allora la domanda è semplice:
vogliamo davvero che la Calabria diventi terra di investimenti, oppure continueremo a chiedere agli imprenditori coraggio mentre il sistema continua a chiedere loro pazienza?
Noi una scelta l'abbiamo fatta.
Dalla denuncia alla proposta.
Dalla proposta alla responsabilità.
Dalla responsabilità alla concretezza.
Adesso chiediamo a tutti gli altri di sedersi allo stesso tavolo.
Perché la Ridestanza non può essere uno slogan. Deve diventare un metodo.
E la vicenda Cascasi può essere il primo, concreto, banco di prova.
Vibo può scegliere di essere ancora una volta spettatrice delle proprie contraddizioni oppure può diventare il luogo da cui parte una nuova stagione del diritto di impresa in Calabria.
Noi scegliamo la seconda strada.
E siamo pronti a discuterne, tutti insieme, pubblicamente.