
di SVEVA MANCUSO
Ogni domenica d’agosto, a Villaggio Mancuso, nel cuore della Sila, sembra arrivare un esercito di automobili, persone e gitanti che, troppo spesso, dimenticano le più elementari regole di rispetto e di convivenza civile.
Chi, come me, vive il Villaggio Mancuso tutto l’anno fatica a comprendere ciò che accade durante il mese di agosto: auto parcheggiate ovunque, divieti ignorati e una situazione che, in alcuni momenti, dà l’impressione di essere completamente fuori controllo.
A tutto questo si aggiunge la completa assenza di vigili e forze dell’ordine, nonostante ogni anno si ripresenti puntualmente lo stesso disagio legato all’ordine pubblico e alla gestione del traffico e della sosta.
Da privata cittadina,e anche da persona legata al buon nome del Villaggio costruito e ideato interamente da mio nonno Eugenio mantenuto in vita da mio padre Silvano ed ereditato da me ,mi trovo così costretta ad “armarmi di santa pazienza” e a scendere personalmente in campo per difendere almeno il rispetto delle mie proprietà.
Proprio oggi, domenica 9 agosto, mi è toccato intervenire per liberare l’ingresso della chiesetta di Villaggio Mancuso, di mia proprietà, realizzata da mio nonno Eugenio Mancuso per il servizio del Villaggio,ma sempre di proprietà privata.
L’ingresso era completamente ostruito da due automobili, parcheggiate da oltre un’ora nonostante la presenza di un evidente cartello di divieto di sosta.
Alle ore 12.18, in assenza di vigili, mi sono recato presso la Stazione dei Carabinieri Forestali, dove però in quel momento non c’era nessuno. Nel frattempo, finalmente, sono arrivati i proprietari delle due automobili, che hanno provveduto a spostarle.
Quando ho fatto presente che davanti a quelle auto c’era l’ingresso di una chiesa, una signora ha risposto con tono che ho percepito come minaccioso: “E che c’entra che c’è l’entrata di una chiesa? È pure chiusa.”
Ho spiegato che l’ingresso deve comunque rimanere libero e che potrebbe esserci, ad esempio, una persona in carrozzella che necessita di accedere alla chiesa. La risposta è stata: “Ebbe!”
Una risposta che lascia davvero senza parole.
Per correttezza, voglio precisare che la chiesa di Villaggio Mancuso durante il mese di agosto è regolarmente aperta tutte le mattine fino a sera per poterla visitare e che vi vengono celebrate le messe regolarmente .
La domanda, quindi, è semplice: è possibile che chi vive e custodisce questo territorio debba ogni estate provvedere personalmente a far rispettare divieti, accessi e regole elementari di civiltà?
Le domeniche d’agosto a Villaggio Mancuso sembrano trasformarsi in una sorta di terra di nessuno, tra automobili parcheggiate senza criterio e persone che sembrano dimenticare che anche in un luogo turistico devono essere rispettate le regole.
Non si tratta di essere contrari al turismo, tutt’altro. Villaggio Mancuso deve essere accolto e vissuto da tutti. Ma turismo, natura e affluenza non possono significare assenza di regole, mancanza di controlli e totale disattenzione verso chi qui vive tutto l’anno e verso le proprietà altrui.
Quello che si chiede è semplicemente più ordine, più controllo e maggiore rispetto.
Perché Villaggio Mancuso appartiene a tutti coloro che lo amano e lo frequentano, ma il rispetto delle regole deve appartenere a tutti, nessuno escluso.
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