Vincenzo Speziali: "L'insulsa propaganda anticlericale (e contro la DC)"

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images Vincenzo Speziali: "L'insulsa propaganda anticlericale (e contro la DC)"

  19 dicembre 2022 09:18

di VINCENZO SPEZIALI

 Di recente un regista che io considero uno dei 'mandanti morali' dell'omicidio del Commissario Luigi Calabresi, cioè Marco Bellocchio, nel suo 'Esterno Notte' -ricostruzione fantasiosa, di parte, omissiva, seppur avvolta tale pretestuosa opera, sotto il genere anfibio, a cui si iscriverebbe la discutibile filmatografia in questione- ha persino  mancato di rispetto (nel suddetto lungometraggio), ad un Santo, della Chiesa Cattolica Romana, ovvero San Paolo VI°.

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Al netto di una mia devozione personale e dell'amicizia altrettanto personale che mio nonno avena proprio con questo Santo Padre (il quale, è bene ricordarlo, è il vero fondatore e l'autentico 'capo' della Democrazia Cristiana, almeno fino a quando è stato in vita terrena), ho trovato disdicevole le forme con cui sono state trattate, attitudini afferenti al suo modo di vivere la Fede: mi riferisco, alle scene crude, circa il cilicio, talvolta utilizzato, proprio da Papa Montini! 

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Ciascuno, è animato da un suo modo di intendere siffatto dono del Signore, ovvero la Fede, ragione per cui vi è poco da insolentire, su un simile argomento, soprattutto da parte di chi ha 'firmato' un'istigazione contro un servitore dello Stato e poi, il destinatario del delirio manifestato, si è visto barbaramente assassinato.
L'assassino, chiaramente e storicamente -questo si, storicamente!- ha avuto il suo prodromo sull'onda di una falsa propaganda (tanto per tornare a Bellocchio e compagni, tra cui la nota calunniatrice Camilla Cederna, avverso il povero Calabresi, per l'appunto!).

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Ammetto, che in merito al cilicio in questione, fu proprio Mons.Pasquale Macchi -storico segretario di questo grandissimo Romano Pontefice- a farne menzione, epperò lo fece, proprio per fare meglio comprendere, urbi et orbi, quanta devozione al Padreterno e a Gesù Santissimo, avesse questo grande uomo, esile nel fisico, seppure potentissimo sia nel misticismo spiritualfideistico, che nel pensiero sociale e politico.
Come dimenticare la sua grande enciclica 'Populorum Progressio' (del Marzo 1967), giacché conteneva in nuce e poi apertamente espressa, la visione religiosa e l'essenza sociale, di un uomo quale era lui, profondamente "esperto di umanità"  (dal discorso alle Nazioni Unite, 4 Ottobre 1965). Da destra venne 'attaccato', con la blasfemica parafrasizzazione del titolo stesso, di questo atto principe, ovvero di qualsiasi missione ponteficale quale è l'enciclica papale (di qualunque Papa), giungendo ad irridere l'incipit con l'irriverente 'Avanti Populorum' (proprio per riecheggiare, a sproposito, l'inno comunista); dalla sinistra fu oggetto di insolente anticlericalismo, non tanto pagano, quanto paganista, perché fa di un uomo di Dio -il cui ambito, artificiosamente, sbrigativamente e speciosamente, lo si voleva incardinare nel più becero luogo 'innaturale' della reazione (al netto della relativa propaganda)- in quanto era come se il cattolicesimo sconfinasse nel territorio di una autoreferenziale pertinenza che la stessa sinistra prassista e (falsamente)metodista, si era intestato.

Già, da ambo le parti -patti chiari, parti che poi collassarono, in virtù della vittoria "di quella grande rivoluzione positiva, rappresentata dal cristianesimo", per dirla con la parole di Aldo Moro (24 Marzo 1963), cioè il migliore, non so tra di noi DC, ma tra tutti e di qualunque Partito- dicevo da entrambi gli estremismi del tempo coevo a San Paolo VI°, si tentava di delegittimare la stessa funzione sociale -si badi bene, non solo religiosa- di tutti i cattolici.

Per non parlare di un'altra impostura storica e falsamente ricostruttiva, venuta a galla in questi giorni, quasi fosse, falsamente, 'una voce dal sen fuggita', cioè la denigrazione che qualche file made in CIA (acronimo di Central Intelligence Agency, ovvero i servizi segreti americani), hanno fatto trapelare, più o meno ufficiosamente, manco ufficialmente, circa le origini ideologiche e le impostazioni politiche di un altro grande, grandissimo democristiano, cioè Enrico Mattei: infatti, costui, per gli americani (e non solo!), fu sempre, una sorta di malabestia (e qui non c'entra nulla Don Luigi Sturzo, che coniò siffatto termine, ma per descrivere i mali della neonata Italia liberata, nel 1946). Parliamoci chiaro, sono senza se e senza ma, un'atlantista, ma ciò non significa essere 'americano', bensì democristianamente, conscio e geloso, della mia autonomia e della mia visione, pur nel rispetto sentito, sincero e doveroso, degli obblighi che abbiamo verso l'alleanza NATO, di cui facciamo parte sin dal suo inizio, con i patti sottoscritti a Washington, il 4 Aprile del 1949.

Essere 'atlantisti', non vieta una forma di ammirazione e di consolidata partenschip con gli USA (perciò pure, anzi soprattutto, con chi ha avuto, durante il vertice di Yalta del Febbraio 1945, la 'gestione e la sovrintendenza' dell'Iralia, ovvero il Regno Unito), ma l'impostazione data quale conseguenzilita`del multilateralismo atlantista, fa sì che ci si possa muovere in autonomia, seppur concordata o anche sottaciuta, benché si rimanga, al fondo e in 'extrema ratio', fedeli agli impegni presi, con i nostri Alleati unici ed ufficiali.
Ciò, lo fece persino De Gaulle, però  principalmente e sapientemente, pure noi democristiani (assieme ai nostri sodali laici, nella politica del Governo Nazionale), regolandoci così, in tal modo e maniera. Enrico Mattei, era un partigiano 'bianco', che aderì alla Resistenza, in modo convinto, animato dal suo essere, intimamente, profondamente, un cattolico operoso ed operativo, magari dai modi spicci -...ma le condizioni date dalla situazione, li richiedeva!- ragione per cui, il tutto, facilitò, naturalmente, la prosecuzione in politica, con la Democrazia Cristiana (di cui divenne uno dei leaders e comprimariamente a Paolo Emilio Taviani, responsabille, della rete partigiana, interna al Partito e al servizio degli Alleati).

Oggi, si adombra, che costui, fosse nientepopodimeno che un fascista incallito, il quale dopo la guerra, approfittando della personale influenza interna corporis, alla Democrazia Cristiana, sia riuscito a 'smacchiare' quest'onta: niente di più falso, calunnioso e storicamente non accertato!

A parte il fatto che l'uomo visse le proprie sane idee, circa l'interesse nazionale -e ne discuteva con tanti suoi amici e colleghi deputati (difatti fu anche parlamentare della DC nella I Legislatura), tra cui mio nonno, con il quale aveva in comune, l'amicizia non solo di De Gasperi, ma anche e soprattutto, di Giovanni Gronchi (futuro Presidente della Camera prima e dello Stato in seguito, cioè dal 1955 al 1962)- e sempre Mattei, era un convinto nazionalista, inteso nel modo e nei termini non dei sovranisti attuali, bensì in un'ottica di pacificazione sociale dell'Italia, seppur partendo dal suo credo cristiano.

Insomma, non in modo impositivo, ma divulgatamente e liberamente, inclusivo o accettato, giammai tollerato, da chi credente non lo fu mai. Quando De Gasperi, gli affidò -nel 1945-  assieme a Boldrini, il commissariamento dell'AGIP, prima di 'sbaraccare baracca e burattini', volle vederci chiaro, circa quel contenitore, il quale poi divenne dal 1953, la struttura portante dell'ENI, cioè l'Ente Nazionale Idrocarburi, che lui e lui solo -cioe` il democrstiano Mattei- fondò per rendere autonomamente energetico, il nostro Paese notoriamente privo di risorse fossili: sarà vero, oppure è uno dei codicillo segreto del Trattato di pace con gli alleati, del 1947?

Il resto è storia, come l'avversione dei potentati americani e delle 'sette sorelle petrolifere (composte dalle prime società operanti in materia, le quali erano Statunitensi, Inglesi e Olandesi), che non tolleravano questa esuberante, ancorché illuminata intraprendenza imprenditoriale, politica, ma soprattutto sociale (quindi con un fondamento religioso), di questo indomito patriota italiano.

Ecco, facciamo chiarezza sugli aspetti, ricordandoci come qualcuno li conosce e nel dire 'Io so' non tutti siamo, presuntuosamente e paraideologicamente - perciò pregiudizialmente- calunniatori altezzosi ed arroganti, come qualche esponente del culturame sinistrorso (mi riferisco a Pasolini e alla sua giagulatoria contro la DC, del 14 Novembre '74), pur inchinandoci innanzi al dolore fisico, da costui provato, nell'atto di  morte, il quale merita rispetto e pietà, senza adombrare interventi della Banda della Magliana, la quale il 2 Novembre 1975 (giorno dell'omicidio del regista succittato), non era nemmeno nata: finiamola con l'insulsa propaganda anticlericale e di converso contro la Democrazia Cristiana!


 

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