Vincenzo Speziali: "Quando il doroteismo bianco scolora il rosso"

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  19 marzo 2022 08:51

Nell'incedere sulla strada del Comune di Catanzaro, che dal Quartiere Siano scende alla costa Jonica, ci si trova sulla destra la Centrale Termoelettrica dell'Edison. Qui, ufficialmente, viene 'bruciato' metano, anche se, purtuttavia, un sospetto prende corpo nell'anima mia.
Mi si perdonerà la rima, ma l'enigma mi avvinghia nelle spire e la domanda sorge spontanea: sarà solo gas oppure i nomi lanciati a caso nel gioco del 'Grande Bordello' (pardon Fratello), ovvero i candidati a Sindaco eliminati?

Vai a saperlo, perché la bussola sembra essere un oggetto misterioso, sconosciuto ai più, al pari della strada perduta sia dai conducenti, sia dagli avventori o usufruitori, del moderno taxi qual è divenuta la politica e con essa i partiti (o quelli che oggi vengono in tal modo etichettati). Mi si dirà -non potendo io oppor diniego alcuno- come questa 'strage nominalistica' sia venuta dalle pertinenze della mia parte -cosa volete? Il sistema è questo, quindi finché vi sono gli schieramenti, fallaci o meno, ci si adegua al tanto meglio (non il meno peggio)- epperò insistendo "ad andar per le fratte" il disagio non sarebbe diminuito, anzi.

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Con certezza, lo spettacolo, non è stato dei migliori, in quanto ad ogni vertice, una 'figura' veniva buttata sul tavolo, al ritmo prima di una ad incontro, poi di due e alla fine persino di plurime, per di più come se fossero un intero pacchetto, al pari dei numeri da giocare al lotto. In sintesi, era come se dall'esterno -per questo mi sono sempre ben guardato di prendere parte fisicamente, pur rispettando chi vi partecipava, a siffatte riunioni- ogni qual volta si entrava nel miniconclave del centrodestra, la scena fosse identica a se stessa e la conclusione la seguente: ognuno aveva un nome (apparentemente ufficiale) e in subordine (reale) bocciava qualcun altro!
Che tempi; che modi; che altro?

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Adesso sembra essere arrivati ad una sintesi -poi bisogna vedere se persino essa non verrà sabotata con arsenico, vecchi merletti, intrighi e trabocchetti- ovvero una convergenza su un 'externum corpus' alla tradizionale alleanza, ovvero il Prof. Valerio Donato.
Ciò sarebbe una bella lezione -meritata, piuttosto che subita (o viceversa)- per una serie di 'dirigenti', i quali apparentemente avranno compiuto una scelta di largo respiro (o coraggiosa!), ma poi non so fino a quale punto di convinzione concreta e a quale prezzo da pagare, politicamente parlando.

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Già, se da una parte ci si apre a confini ampli, dall'altra è chiaro come nessuno possa e debba pensare di porre paletti, condizioni, protettorati e figure scomode: insomma si abbia coerenza e decenza di 'non disturbare il manovratore', perché a lui si dovrà abdicare, proprio per l'apparente conseguenza di insolvenza gestionale. Come si definisce il tutto? Presto detto: real politik!
Poi, aggiungo persino un aspetto non da poco, quasi una catartica palingenesi a mo' di nemesi culturale, ovvero il compimento di un 'miracolo laico' e cioè assistere alla metamorfosi di un 'ex giovane comunista', divenire un democristiano in stile doroteo, quasi quanto e più di me.

Ah il 'doroteismo' -sublime stile e pratica- incarnato ed invero ideologizzato strutturalmente da Moro (è lui, infatti il doroteismo), aggiungendovi però che i dorotei sono sempre esistiti, già prima che nascesse la corrente dc: Richelieu, Mazzarino, Talleyrand, ad esempio, cosa erano -pur senza saperlo- se non dei dorotei? E Cavour, Ricasoli, oppure Rattazzi? Pure loro, dorotei!
Per non parlar di Depretis, Crispi e Giolitti! Si vede, perciò, quanto la carrelleta è folta, anzi ci dimostra come alla fine l'ideologia di Marx, l'applicazione di Lenin e la illusoria pratica di Berlinguer, sia risultata fallace per i suoi epigoni, tant'è vero come innanzi a sfasci amministrativi -per ricorrere ad un riparo- il passato è dimenticato e ci si abbandona all'essere attrattivo nei confronti di chi - pur essendo differente fino a ieri- abdica al nuovo corso. Che soddisfazione veder confermato -pero` in bene- l'anatema di un notorio comunista di nome Luigi Pintor: "moriremo democristiani"! Grazie Valerio! E lo dico con il cuore!

 

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