Vincenzo Speziali: "Un nome e un cognome: Cetto La Qualunque"

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images Vincenzo Speziali: "Un nome e un cognome: Cetto La Qualunque"

  07 aprile 2022 00:34

di VINCENZO SPEZIALI

Senza indugio alcuno incedo dritto al cuore del problema, poiché dubbi e incertezze montano, incredulità e scarse chiarezze mi assalgono, di conseguenza la pazienza del sottoscritto -notoriamente infinita ma non eterna- si affievola anzicheno`.

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Faccio una semplice premessa: i mie capelli, sono tanti, folti, neri e di esclusiva proprietà, ragione per la quale non mi si tirasse per i tali, in quanto -e` vero come io sia un consumato diplomatico bizantino al pari del solito dire di mia moglie, alla quale soggiungo, financo, di essere un incensato mediatore democristiano- epperò "quanno ce vo, ce vo”, per dirla alla romana!

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Sarà che non mi spiego o che qualcuno preferisce fare finta di non capire, ma l'area democristiana -oggi quasi integralmente, coerentemente ed organicamente, incardinata nell'alleanza di centrodestra- non annacqua storia ed identità, anzi la rivendica con orgoglio, poiché siamo noi i vincitori morali, culturali e storici, sulla sinistra internazionale ed anche italiana, soprattutto -per ciò che concerne quest'ultima- pure nei confronti dell'effimero 'berlinguerismo'.

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Ora, poiché l'attuale quadrante elettorale è diviso in schieramenti, l'UDC (di cui sono parte, per di più in accordo strutturato con la Federazione Popolare dei Democratici Cristiani guidati dall'On.le Giuseppe Gargani e regionalmente dal sottoscritto) e anche Noi con l'Italia, essendo Partiti nazionali e dichiaratamente nel campo moderato -formato, per l'appunto, da noi fino a Fratelli d'Italia, passando per Forza Italia, Lega e Sgarbi- posso affermare che intendono ribadire con chiarezza, sia la propria identità, sia l'orgoglio di chiamarsi con il proprio nome e cognome, senza accetar deroghe o camuffamenti (invece di scrivere camouflage, onde evitare l'alibi a qualcuno di non comprendere).

Se fosse vero quanto scritto dal Direttore di questo giornale -e purtroppo ciò appare, se non altro verosimile- un aspirante candidato sindaco della nostra area politica (e da alcune forze essa componenti non ancora accettato, ed altre la qualcosa stanno seriamente tarando!), non gradirebbe qualche lista con i propri nomi originari e ciò, lo trovo inaccettabile, oltre che non ossequioso, per lealtà e rispetto, al corpo elettorale, ovvero i cittadini.

Faccio, immediatamente una prodromica e pleonastica osservazione: se chiunque -e non è il caso di specie...mi auguro!- dovesse solo azzardarsi a dire che sarebbe preferibile un 'mutamento nominale' del mio Partito, risponderei prima invitando l'incauto a farsi un giro -che ne so`?- con Bordino (senza Tassone) e poi...lasciamo perdere, resto sempre una persona educata!

Ora, non discuto scelte altrui o di altrui organizzazioni, però quando invito ad ulteriori riflessioni di metodo e forma, è solo per sciogliere i nodi, dirimere gli equivoci e preservare non solo l'unità della nostra alleanza locale e regionale, bensì nazionale, ma principalmente orgoglio e identità di tutto questo popolo vasto e dignitoso, che ha preso forma sin dal lontano 1994.

L'aspirante candidato sindaco -pro tempore!- della nostra area -verso il quale ho rispetto ma a cui chiedo il medesimo- ascoltasse un consiglio accorato, poiché se invoco conversione dal civismo (concezione originata dalla sinistra) al municipalismo (essenzialità del pensiero sturziano), è solo per legittimare culturalmente e politicamente, un'operazione che la nostra comunità elettorale -ed utilizzo il termine comunità in ossequio ad Adriano Olivetti- deve sentirsi propria, in maniera convinta e partecipativa, poiché non siamo 'figli di un Dio minore'.

La Lega, si chiama Lega; Forza Italia, si chiama Forza Italia e così a seguire, senza depistare e senza abbagliare, un quanto le elezioni nazionali bussano alle porte e non si può cambiare nome con la cadenza delle fasi lunari.

Il Prof. Donato, deve dirci se è d'accordo oppure no, in quanto verrebbe a tutti il sospetto che se accettasse ciò, allora lui -avendo la barba- potrebbe cambiare nome in Massimo Cacciari, visto che trattasi di un suo esimio collega, oltre che di un moderato proveniente dalla sinistra.

Per tutto il mondo invece, sia per il sottoscritto sia per i democristiani, rassicuro che non consentiremo di chiamarci -od essere considerati- Cetto La Qualunque.

 

 

 

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