
di TERESA ALOI
Le avrebbe fatte bere per tutta la serata e poi, quando ha visto che non erano più capaci di opporsi ne avrebbe approfittato. Le vittime, due ragazze: una minorenne, 17 anni e l'altra, maggiorenne. Il tutto durante una festa di compleanno celebrata in un locale a Satriano nell'estate del 2023.
Ora, il Tribunale di Catanzaro in composizione collegiale (Elisa Fabio: presidente; Alessandro Tannoia: giudice; Gabriella Anna Ferraiolo: giudice), ha riconosciuto la responsabilità di un 59enne condannandolo a 6 anni e 4 mesi di reclusione, oltre alle pene accessorie previste dalla legge.
A denunciare l'episodio era stata la mamma di una delle vittima. Anche lei era presente quella notte alla festa di un diciottesimo compleanno. Cinquanta invitati: musica, drink. C'è allegria e divertimento. L'uomo, che gestiva il locale si avvicina alle ragazze. Da lì, complimenti, ammiccamenti fino a quando la mamma di una delle due ragazze "perde di vista" la figlia e va a cercarla trovandola in compagnia dell'uomo. Da lì, la denunciae l'avvio delle indagini.
La sentenza è giunta al termine di un processo particolarmente complesso e delicato: numerose udienze nel corso delle quali il Tribunale ha proceduto all'escussione di diversi testimoni e all'acquisizione di un articolato compendio probatorio. Nel corso dell'istruttoria dibattimentale sono stati inoltre esaminati i consulenti tecnici della difesa dell'imputato, tra cui un perito informatico forense e un geometra, le cui conclusioni sono state sottoposte al vaglio critico delle parti e del Collegio giudicante nell'ambito del contraddittorio processuale. Dopo una lunga camera di consiglio, il Tribunale ha pronunciato la sentenza di condanna disponendo, oltre alla pena detentiva, anche l'interdizione dai pubblici uffici, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da minori e il risarcimento dei danni in favore delle vittime costituite parti civili.
L'imputato è stato assistito dagli avvocati Vincenzo Maiolo Staiano e Domenico Rosso. Le giovani persone offese si sono invece costituite parti civili con il patrocinio degli avvocati Luca Procopio e Vincenzo Garzaniti, che hanno seguito l'intero percorso processuale sino alla definizione del giudizio di primo grado. Al termine della lettura del dispositivo, gli avvocati Luca Procopio e Vincenzo Garzaniti hanno manifestato soddisfazione per il pronunciamento del Tribunale, evidenziando come "la sentenza rappresenti il punto di arrivo di un approfondito percorso processuale che ha consentito di accertare i fatti contestati e di assicurare tutela alle giovani vittime coinvolte nella vicenda".
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