Visione Girifalco: "Il rispetto delle regole non è un ostacolo, ma una garanzia per i cittadini"

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  02 novembre 2026 10:52

Il gruppo consiliare Visione Girifalco (composto dai consiglieri Pietrantonio Cristofaro, Alessia Burdino, Delia Ielapi e Giovanni Stranieri), interviene in merito ad alcune dichiarazioni emerse dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale. “La nostra iniziativa - si legge nella nota -  non è rivolta contro i cittadini né contro l’attività amministrativa: riguarda il rispetto dello Statuto, che all’articolo 11 prevede lo scrutinio segreto per l’elezione del Presidente del Consiglio, avvenuta invece con voto palese”.
Nel mirino dell'opposizione sono finite scelte amministrative, leggerezze procedurali e assenze sul territorio. Nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale, il capogruppo Pietrantonio Cristofaro ha tracciato un bilancio amaro di questi primi mesi di consiliatura, denunciando senza mezzi termini l'inadeguatezza della maggioranza di governo, accusata di arrampicarsi sugli specchi per nascondere la propria incompetenza e di gettare fumo negli occhi ai cittadini.
C’è chi, in Consiglio Comunale, ha sostenuto di non aver ancora sentito la voce di alcuni esponenti dell'opposizione. Cristofaro invita, oggi, sindaco e company a guardarsi attorno con maggiore obiettività: di diversi membri della maggioranza non solo non si sente la voce, ma non vi è alcuna traccia sul territorio.
Prima di ricorrere al TAR avevamo chiesto di correggere la procedura in Consiglio. La maggioranza, il 28 luglio, ha scelto di ritirare i punti relativi all’annullamento e alla nuova elezione. Il TAR ha successivamente rilevato «evidenti elementi di fumus», senza disporre finora l’annullamento: il giudizio di merito è fissato al 16 dicembre. Abbiamo contestato anche gli atti conseguenti, segnalando per tempo i rischi che la prosecuzione di questa situazione potrebbe comportare per l’Ente. È singolare che oggi si imputino alla minoranza le conseguenze di una scelta che la maggioranza avrebbe potuto riesaminare.
“Il ruolo della minoranza - prosegue la nota -  non è assistere in silenzio, ma controllare, proporre e segnalare i rischi per l’Ente. Avevamo avvertito che perseverare nelle convocazioni e negli atti conseguenti a un’elezione contestata avrebbe potuto esporre l’attività consiliare a ulteriori controversie. Attribuire oggi all’opposizione la responsabilità di tali rischi significa confondere chi li segnala con chi assume le decisioni. Una gestione prudente avrebbe richiesto di affrontare tempestivamente la questione, non di liquidarla come un fastidio politico.
Quanto alle lezioni sui termini processuali impartite dal vicesindaco, preferiamo lasciare la valutazione delle questioni giuridiche al giudice amministrativo. L’ironia non sostituisce gli argomenti.
L’assessora al Bilancio Teresa Signorello richiama poi la liquidazione dell’indennità di fine mandato dell’ex sindaco, quasi fosse un privilegio o un favore: si tratta invece di un istituto espressamente previsto dalla legge. La mancata costituzione degli accantonamenti annuali da parte degli uffici non trasforma un diritto previsto dall’ordinamento in una concessione politica.
Piuttosto, riteniamo che l’assessora debba chiarire pubblicamente la propria posizione rispetto all’ordinanza di demolizione n. 8/2025 e alle successive istanze di sanatoria, sulle quali abbiamo già chiesto verifiche alle autorità competenti. La compresenza della posizione di destinataria dell’ordinanza e delle deleghe assessorili, tra cui quella alla gestione amministrativa del patrimonio, pone a nostro giudizio un serio problema di opportunità istituzionale e richiede una verifica puntuale di eventuali incompatibilità o conflitti di interessi. Non spetta alla minoranza dichiarare un’incompatibilità giuridica: spetta agli organi competenti accertarla. Ma il tema non può essere liquidato con una battuta.
Continueremo a esercitare il mandato ricevuto dai cittadini con gli strumenti previsti dalla legge. La maggioranza governa, la minoranza controlla: entrambe sono tenute a rispettare le stesse regole. E il rispetto delle regole non si misura in base a chi ne chiede l’applicazione”.

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